Lavorare “al contrario”: i mancini e la sicurezza che manca
In un mondo pensato per i destrorsi, i mancini restano una minoranza silenziosa: rappresentano circa il 10% della popolazione. I tempi delle “correzioni” forzate a scuola sono ormai lontani, ma il tema merita comunque grande attenzione. Il mancinismo non è infatti un’anomalia, ma una caratteristica fondamentale da considerare nella progettazione dei luoghi di lavoro e nella sicurezza.
Un recente factsheet del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche dell’INAIL (DIT) affronta questo argomento. Lo studio analizza come la mano dominante influenzi la percezione e la reazione alle informazioni visive, con conseguenze dirette sulla sicurezza sul lavoro.
Un mondo pensato per chi usa la mano destra
Nella vita di tutti i giorni e nei reparti produttivi, quasi tutto favorisce i destrorsi: forbici, leve, pulsanti e mouse dei computer sembrano creati “al contrario” per chi usa la sinistra.
Secondo i dati del documento, circa una persona su dieci lavora con strumenti non adatti alla propria mano dominante. L’operatore si adatta a usare la mano non preferita o impugna lo strumento in modo innaturale. Questo equilibrio precario aumenta il rischio di errori e micro infortuni tra i lavoratori mancini.
Negli ultimi anni, il design industriale mostra una maggiore sensibilità. Nascono così utensili per mancini e interfacce grafiche personalizzabili che riducono il gap operativo. L’obiettivo principale del factsheet INAIL resta però quello di capire come la lateralità orienti l’esplorazione visiva dell’ambiente circostante.
Dentro la sperimentazione INAIL: dalla percezione alla sicurezza
L’INAIL ha condotto alcuni studi esplorativi per analizzare il legame tra lateralità e percezione visiva.
Uno degli esperimenti ha coinvolto 22 volontari (11 mancini e 11 destrorsi) tramite tecnologia biometrica eye-tracking. I partecipanti osservavano immagini in movimento su uno schermo e premevano i tasti direzionali corrispondenti a schemi cartacei posizionati a distanza. Il test tracciava la direzione e la velocità dello sguardo.
I risultati hanno evidenziato dettagli molto interessanti:
- Destrorsi: Hanno mantenuto un percorso di esplorazione visiva “lineare”, in perfetta coerenza con la mano dominante.
- Mancini: Hanno mostrato, in determinate postazioni, un pattern visivo speculare, come a riflettere l’orientamento della propria mano.
Lo studio ipotizza che la mancanza di allineamento tra il comando e il lato dominante possa rallentare la reattività dell’operatore, aumentando la probabilità di distrazione o errore. Un secondo test condotto tramite questionario visivo non ha mostrato le stesse differenze, confermando che l’effetto nei mancini si manifesta soprattutto in specifiche condizioni operative.
Sicurezza inclusiva e user-centered design
Anche se si tratta di sfumature sottili, il fenomeno merita grande attenzione nei contesti ad alto rischio, dove la velocità di reazione visuo-motoria è fondamentale.
Nelle aziende moderne, ricche di display e sistemi digitali, l’interfaccia rappresenta il vero campo di azione. Un pop-up o un’icona collocati nel punto “cieco” della mano dominante possono ritardare la risposta dell’operatore. Se su un cellulare questo causa solo un ritardo minimo, su un macchinario industriale può provocare un infortunio grave.
Per questo motivo, l’INAIL suggerisce a progettisti e aziende di adottare principi di user-centered design. Significa sviluppare comandi reversibili, layout simmetrici e pannelli adattabili alle esigenze dell’operatore. L’obiettivo è costruire postazioni di lavoro su misura per le persone, garantendo sicurezza e inclusione.
Per consultare i dettagli e le metriche complete dello studio, puoi scaricare gratuitamente il documento dal link qui sotto. Buona lettura!