Rischio ATEX: perché gli impianti a norma non bastano senza le giuste procedure
Sebbene ci sia già capitato di trattare il tema ATEX, con l’articolo di oggi non vogliamo analizzare un caso o tipo di sostanza specifico. Ci concentriamo invece sul ruolo del fattore umano e della gestione operativa nella prevenzione delle esplosioni nei luoghi di lavoro.
L’illusione della tecnica e il peso dell’errore umano
Molte aziende sono convinte che la marcatura CE e il simbolo ATEX sui macchinari rappresenti una garanzia assoluta di sicurezza dal rischio di esplosione. Tuttavia, le statistiche sugli incidenti raccontano una storia diversa.
Le rilevazioni INAIL e le Linee Guida sull’applicazione delle Direttive ATEX indicano infatti che la maggior parte degli inneschi in atmosfera esplosiva non deriva da difetti costruttivi dei macchinari certificati, bensì da carenze gestionali, mancata applicazione di permessi di lavoro, pulizia inadeguata ed errate prassi manutentive.
È quindi chiaro che l’adeguamento tecnico della macchina da solo sia insufficiente ad evitare infortuni e danni, se non viene supportato da valutazioni e regole organizzative rigorose in fase di utilizzo.
Cosa chiede il Testo Unico (D.Lgs. 81/08)
Le direttive 1999/92/CE e 2014/34/UE. definiscono i requisiti minimi per chi è esposto al rischio di atmosfere esplosive. Tali disposizioni sono state poi recepite nell’ordinamento italiano all’interno del Titolo XI del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza), che impone ai datori di lavoro l’obbligo di:
- Valutare i rischi di esplosione: individuando le sostanze infiammabili o combustibili, le potenziali fonti di innesco e le relative conseguenze.
- Classificare le aree pericolose: suddividendo i luoghi di lavoro in zone specifiche in base alla frequenza e alla durata dell’atmosfera esplosiva.
- Redigere il DPCE (Documento sulla Protezione contro le Esplosioni): il testo formale che sintetizza le analisi svolte e stabilisce le contromisure tecniche e gestionali da adottare.
Come tutti i documenti legati alla sicurezza, il DPCE risulta utile allo scopo solo se redatto correttamente e se tradotto in misure gestionali operative. Ad esempio:
- Mappatura delle attività non di routine e permessi di lavoro: Gli impianti, spesso sicuri in regime ordinario, diventano critici durante interventi straordinari o lavori “a caldo” (es. pulizie, manutenzioni o saldature). In questi contesti è indispensabile il permesso di lavoro, un’autorizzazione scritta formale che definisce le verifiche preliminari obbligatorie (come la bonifica dell’area e i controlli con esplosimetro) e consente l’intervento solo in condizioni di sicurezza accertate.
- Istruzioni operative scritte: Regole chiare e vincolanti per definire le modalità di esecuzione in sicurezza di qualsiasi lavoro all’interno delle zone a rischio.
- Formazione e addestramento pratico: Operatori ed esecutori devono sapere esattamente quali indumenti indossare, quali attrezzature evitare e come riconoscere tempestivamente un’anomalia, trasformando la consapevolezza dei singoli nella prima vera barriera preventiva.
Senza queste applicazioni, il DPCE resta un mero adempimento burocratico, del tutto incapace di prevenire un’esplosione e insufficiente a tutelare l’azienda in caso di ispezione.
Gestione pratica del rischio ATEX: nuovo corso ATEX di MTM Consulting dal 12 novembre
Per trasformare la teoria normativa in un sistema operativo davvero efficace e proteggere la tua azienda da sanzioni e infortuni, MTM Consulting organizza il nuovo corso di formazione sul rischio e la marcatura CE ATEX, in partenza dal 12 novembre in modalità 100% online in diretta.
Attraverso un approccio concreto e casi pratici, imparerai tutto sul rischio esplosioni, dalla zonizzazione alla sicurezza del prodotto. Scopri di più sul corso alla pagina dedicata del nostro sito e assicurati un posto oggi stesso, oppure contattaci per maggiori chiarimenti.
Di seguito invece trovi le fonti documentali di approfondimento a cui si rifà l’articolo. Buona lettura!
- Dipartimento dei vigili del fuoco – Corsi per addetti antincendio di cui al D.Lgs. 81/08 e al D.M. 2/9/2021 – Supporti didattici per lo svolgimento dell’attività formativa.
- Banca Dati Infor.MO – Scheda 15 – “Gli infortuni mortali causati da esplosioni” – INAIL