Macchine da costruzione: come si accerta davvero la sicurezza?
Cosa succede davvero quando una macchina da cantiere non rispetta i requisiti di sicurezza? Chi controlla, come si accerta la conformità e, soprattutto, quali soluzioni tecniche sono considerate “accettabili”?
A queste e altre domande risponde il documento analizzato oggi da MTM News, pubblicato da INAIL nel 2024 e dedicato agli accertamenti tecnici sulle macchine per cantiere e costruzione.
Si tratta di un documento corposo ma concreto e ricco di esempi esplicativi, che racconta come si muove la vigilanza del mercato e cosa devono sapere produttori, distributori e datori di lavoro. Il testo rappresenta infatti un riferimento utile per diverse figure:
- Ai fabbricanti, per rendere conformi o adeguare le proprie macchine;
- A chi compra le macchine, poiché aiuta a riconoscere e selezionare attrezzature sicure già in fase d’acquisto;
- A chi utilizza le macchine, perché spiega come riconoscere le dotazioni minime di sicurezza e verificare la conformità prima della messa in servizio;
- Ai datori di lavoro, per cui funge da riferimento per controllare se la macchina in cantiere rispetta davvero gli articoli 70 e 71 del D.Lgs. 81/2008;
- Per gli organi di vigilanza, a cui fornisce una guida omogenea per valutare in modo coerente le non conformità.
Cosa succede dopo una segnalazione? Iter ed esempi pratici
Ogni accertamento parte da una segnalazione, che può arrivare da ASL, INL, ARPA o direttamente da un utilizzatore. L’INAIL esamina la macchina, il fascicolo tecnico del fabbricante e la rispondenza ai Requisiti Essenziali di Sicurezza (RES) previsti dalla direttiva. L’esito viene poi trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che può imporre misure correttive o, nei casi più gravi, disporre il ritiro dal mercato. Il documento descrive questo iter in modo operativo e ordinato, spiegando chi fa cosa e con quali strumenti.
Il vero punto di forza sono però le schede operative. Ciascuna di esse descrive un esempio concreto indicando le caratteristiche della macchina, le non conformità riscontrate e le soluzioni adottabili per adeguarla.
Ne analizziamo alcuni esempi:
- Tagliatrice a filo diamantato (2009): A seguito di un infortunio mortale, l’indagine ha evidenziato protezioni inadeguate e istruzioni errate. Mancavano barriere sufficienti contro la proiezione del filo e la zona pericolosa non rispettava le distanze minime previste dalla EN 15163:2008. La macchina è stata dichiarata non conforme ai RES su elementi mobili e istruzioni. Le soluzioni raccomandano barriere più alte e istruzioni corrette su uso e manutenzione.
- Perforatrice cingolata (2010): Durante la traslazione su pendenze, l’assenza di indicatori di inclinazione e cartelli di avvertimento rendeva il mezzo instabile. Anche qui è emersa la non conformità al RES sulla stabilità (EN 791:1995+A1:2009). Le soluzioni previste includono sistemi di misura dell’inclinazione e segnaletica ben visibile al posto di guida.
- Miniescavatore (2007): Un caso classico riguarda i comandi di traslazione non protetti, che potevano essere azionati accidentalmente. L’accertamento ha richiamato le norme EN 474-1:1994 e EN 474-5:1996, chiedendo di rendere il movimento intenzionale e non involontario. È l’esempio perfetto di come un difetto apparentemente minore possa diventare un rischio grave in cantiere.
Come sempre, se vuoi saperne di più a fondo pagina trovi il documento integrale scaricabile gratuitamente. Buona lettura!