Droni e ispezioni industriali: la guida tecnica Inail per controlli sicuri e a norma
Le ispezioni industriali con droni – detti più precisamente UAS (Unmanned Aircraft System) – sono uno strumento molto utile in ambito industriale, sia per risolvere guasti che per svolgere attività di manutenzione predittiva.
Questa evoluzione tecnologica comporta vantaggi evidenti, come ridurre i tempi di ispezione ed evitare pericolose e costose attività in quota o comunque in situazioni ad alto rischio.
Tuttavia, spesso l’innovazione corre più veloce delle leggi, e questo tipo di tecnologie non fa eccezione: per colmare un diffuso vuoto procedurale, un team del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche (DIT) dell’INAIL ha dunque sviluppato un’utile guida dal titolo “Procedura per l’esecuzione dell’esame visivo di superfici esterne di attrezzature a pressione tramite sistema aeromobile a pilotaggio remoto”.
Anche se la pubblicazione esprime la responsabilità scientifica degli autori e non un’ordinanza formale, il testo costituisce un valido punto di riferimento in materia, soprattutto per comparti complessi come l’Oil&Gas, l’energia e il chimico-farmaceutico, con lo scopo di ridurre al minimo il rischio residuo durante lo svolgimento delle ispezioni industriali con i droni.
Sul piano pratico, la procedura di ispezione macchinari di seguito descritta riguarda solo i voli in linea di vista (VLOS), escludendo invece le operazioni oltre la distanza visibile (BVLOS).
Chi fa cosa: ruoli e responsabilità nelle ispezioni industriali con droni
Un’ispezione certificata richiede una sinergia perfetta tra abilità di volo e competenze d’impianto. La guida individua due ruoli chiave, i cui compiti possono coincidere solo se l’operatore possiede entrambe le qualifiche richieste:
- Il pilota remoto: ha la responsabilità esclusiva della condotta safe del mezzo. In fase di pre-volo analizza i disegni dell’asset per pianificare le traiettorie e verifica il rispetto delle regole ENAC ed EASA. In aria, esegue le manovre seguendo le indicazioni dell’ispettore.
- L’addetto all’esame visivo: è lo specialista che governa l’ispezione. Guida il pilota sulle inquadrature, analizza le immagini in tempo reale e firma il verbale, classificando le anomalie secondo la scala da 0 a 5 proposta dall’Inail per valutare l’eventuale messa fuori servizio dell’impianto. Deve essere certificato almeno di Livello 2 secondo la norma UNI EN ISO 9712.
Scelta del drone e importanza della taratura ottica
Il drone va scelto in base alle condizioni ambientali e alle temperature di esercizio dell’impianto. Sebbene resistenza e autonomia siano fondamentali, è altrettanto importante considerare la qualità di acquisizione immagini, in modo da garantire la precisione necessaria a individuare micro-fratture o corrosione.
Per questo motivo, prima del volo si esegue un test di calibrazione con un Target normato (UNI EN ISO 9712 e UNI EN 13927) che include:
- Linee USAF 1951: per verificare la risoluzione spaziale e la nitidezza della lente a distanze precise.
- Riferimenti colore e scala dei grigi: indispensabili per regolare il contrasto, la luminosità e la fedeltà cromatica dei monitor a terra.
Sicurezza operativa e gestione della “Zona Franca”
Volare vicino a impianti ad alta pressione comporta pericoli da valutare prima del decollo. In conformità con l’articolo 11 del Regolamento UE 2019/947, si esegue una rigorosa valutazione dei rischi operativi, consultando il portale D-flight per verificare le restrizioni dello spazio aereo.
I principali fattori monitorati sono ostacoli fisici, interferenze elettromagnetiche, meteo avverso e la polvere sollevata dalle eliche. Per proteggere il personale, sul campo viene delimitata una “zona franca” (area operativa più buffer per anomalie) vietata ai non autorizzati. Immediatamente prima di iniziare, il pilota esegue una prova comandi a terra e un test di volo in hovering (stazionamento a un metro) per verificare la stabilità.
Protezione e inalterabilità dei dati ispettivi
I dati digitali fungono da prova dello stato dell’impianto: le foto devono essere in formato RAW, i video in MP4 o MOV. Entrambi devono essere protetti dall’addetto all’esame visivo seguendo le linee guida del documento:
- Creare una cartella master chiamata “località-data-ora-item_original”
- Inserire un file di testo con tutti i metadati dell’ispezione (operatori, drone usato, checklist).
- Comprimere l’intera cartella in formato .ZIP o .RAR.
- Firmare digitalmente l’archivio (es. in formato CADES).
- Salvare separatamente in formato JPEG o TIFF le immagini ottimizzate tramite editing per studiare meglio un dettaglio, e inserirle in una cartella con estensione _edit.
Meno fermi impianto e stop ai rischi in quota: i vantaggi operativi
Scegliere i droni per le ispezioni industriali conviene a tutti. Riduce i tempi di fermo impianto e riduce drasticamente la necessità di montare ponteggi o far lavorare il personale in quota nelle fasi di screening, abbattendo i rischi di caduta dall’alto. Grazie a questa nuova guida tecnica dell’Inail, le aziende dispongono di un binario chiaro e scientificamente solido per digitalizzare i controlli e innovare la manutenzione in totale sicurezza e conformità normativa.
Come sempre, al link qui sotto è possibile scaricare gratuitamente la documentazione originale di riferimento. Buona lettura!