Interazione uomo-macchina: è possibile prevedere gli usi scorretti?
Nell’era della digitalizzazione, l’interazione tra uomo e macchina si evolve rapidamente, portando con sé nuove sfide per la valutazione dei rischi dei lavoratori, per garantire la loro salute e sicurezza. In particolare, un recente factsheet INAIL dedicato alle macchine autonome e semiautonome affronta un aspetto cruciale della questione: In un contesto in cui le macchine non solo affiancano, ma richiedono attivamente la collaborazione dell’operatore umano, è ragionevolmente prevedibile l’uso scorretto di queste tecnologie?
Tradizionalmente, la sicurezza sul lavoro si basa sulla separazione fisica tra l’operatore e i componenti pericolosi delle macchine, come ad esempio mettendo barriere fisiche che coprano gli organi mobili, evitandone così il contatto accidentale con il lavoratore.
Tuttavia, con la crescente autonomia delle tecnologie, questa separazione sta diventando sempre più impraticabile: l’interazione diretta rappresenta infatti il fulcro dei sistemi uomo-macchina, rendendo inevitabile una valutazione approfondita dei comportamenti umani e delle loro variabili.
A questo proposito, un elemento chiave del documento è la necessità di esaminare gli stati cognitivi che possono causare usi non corretti, poiché per progettare sistemi di lavoro veramente sicuri è fondamentale comprendere e modellare le condizioni cognitive degli operatori. Questo approccio antropocentrico suggerisce quindi che la progettazione delle macchine debba mirare a ridurre il carico cognitivo e migliorare il comfort operativo, in modo da prevenire l’insorgere di errori involontari, piuttosto che limitarsi a stimarli.
Esaminando infine la questione in relazione al quadro normativo di riferimento, risulta più importante che mai garantire il rispetto dei requisiti progettuali per prevenire infortuni nell’uso delle macchine. Sotto questo aspetto, la Direttiva Macchine 2006/42/CE e il Regolamento UE 2023/1230 richiedono al fabbricante di garantire che i prodotti soddisfino requisiti minimi attraverso una valutazione dei rischi, che deve considerare sia l’uso previsto che quello scorretto.
Nonostante la soggettività dei termini “prevedibile” e “ragionevole”, i fabbricanti devono tenere conto degli usi scorretti ragionevolmente prevedibili da parte degli utenti finali, adottando misure adeguate.
A tal proposito, il documento segnala che:
§ la norma UNI EN ISO 12100 offre esempi di comportamenti involontari;
§ il Rapporto Tecnico UNI ISO/TR14121-2 sottolinea l’importanza di una comunicazione efficace tra fabbricanti e utilizzatori per identificare usi scorretti;
§ la norma UNI EN ISO 14119 evidenzia il ruolo degli operatori nella scoperta di usi potenzialmente pericolosi.
È fondamentale poi considerare come l’organizzazione del lavoro e la formazione influenzino i comportamenti degli operatori, soprattutto in caso di malfunzionamenti. Gli autori, però, evidenziano che le normative tecniche non forniscono indicazioni pratiche per identificare o valutare i rischi. Inoltre, per le macchine autonome e semi-autonome, le informazioni tra i diversi soggetti coinvolti sono ancora limitate a causa della recente introduzione di queste tecnologie.
In conclusione, l’interazione tra uomo e macchina, in particolare nelle macchine autonome e semi-autonome, richiede un’analisi approfondita e una progettazione che metta al centro l’operatore. Investire nella formazione, nel monitoraggio delle variabili cognitive e nella progettazione ergonomica aiuta a ridurre gli usi scorretti e a migliorare la sicurezza sul lavoro.
Per approfondire ulteriormente l’argomento, invitiamo a consultare il factsheet INAIL fin qui citato nella sua versione integrale, scaricabile gratuitamente al link qui sotto. Buona lettura!
– INTERAZIONE UOMO-MACCHINA: L’USO SCORRETTO PUÒ ESSERE RAGIONEVOLMENTE PREVEDIBILE? – INAIL, 2024
26.Crescere la consapevolezza della dimensione sociale della sostenibilità
*Data: 09/11/2023*
*URL: https://emtem.com/it/news-269_crescere-la-consapevolezza-della-dimensione-sociale-della-sostenibilit*
Oggi sempre più persone stanno prendendo coscienza dell’importanza della sostenibilità, che non riguarda più solo l’ambiente, ma anche l’economia e l’intera dimensione sociale. La sostenibilità sociale risulta infatti essere centrale per gli italiani: questa è una delle principali conclusioni di una ricerca promossa da Ipsos Italia e presentata durante il World meeting on human fraternity, un incontro ispirato all’Enciclica “Fratelli tutti” organizzato dall’omonima Fondazione il lo scorso 10 giugno.
Secondo i dati di questa ricerca, nel nostro Paese l’consapevolezza circa il concetto di “sostenibilità” è in continua crescita: nel 2011, solo il 7% degli italiani conosceva bene il significato di questo termine, mentre nel 2018 la percentuale è salita al 20% e nel 2023 ha raggiunto addirittura il 39%. Si tratta di un risultato significativo, soprattutto se si considera anche che, sempre secondo la ricerca di Ipsos, un altro 39% “conosce discretamente” il concetto, il 17% “lo conosce superficialmente” e solo il 5% dichiara di non conoscerlo affatto.
A quale tipo di sostenibilità danno più importanza gli italiani?
Sempre secondo Ipsos, la sostenibilità sociale è al primo posto (37%), seguita da quella ambientale (34%) ed infine da quella economica (29%). La gente è dunque consapevole delle disuguaglianze esistenti, come quelle generazionali, territoriali, di genere e di retribuzione e ritengono l’impegno individuale centrale per nel raggiungimento della sostenibilità. In particolare, tra i maggiori sostenitori attivi nell’impegno individuale per la sostenibilità si collocano gli studenti e i giovani, mentre nel resto della popolazione questo impegno risulta più contenuto.
Nonostante ciò, la ricerca indica che in molti ritengono che raggiungere gli Obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030 sia compito principalmente del settore pubblico e delle aziende.
Riconoscere le aziende realmente sostenibili
Un altro risultato della ricerca riguarda la difficoltà delle persone nel riconoscere quali aziende siano realmente sostenibili da quelle che invece abbracciano la questione solo superficialmente.
Nel 2022, ancora il 60% degli italiani ha dichiarato di avere difficoltà a comprendere le politiche green di un’azienda. Nonostante il calo di 14 punti percentuali rispetto al 2018, questa percentuale rimane elevata e impedisce alle persone di effettuare scelte sostenibili in modo autonomo.
Molte aziende, infatti, sembrano concentrarsi maggiormente sulla narrazione di una sostenibilità che non si traduce in azioni concrete: l’87% delle aziende intervistate ritiene importante comunicare una narrativa sostenibile, ma solo il 68% ritiene importante investire in azioni concrete di sostenibilità. Questo divario del 19% è alla base di fenomeni di greenwashing che confondono i consumatori.
La sostenibilità secondo gli italiani: conclusioni
In sostanza, dalla ricerca emerge quanto sia fondamentale puntare sull’impegno individuale e collettivo per raggiungere gli Obiettivi al 2030 e una sostenibilità autentica per tutti a tutti i livelli. Tuttavia emerge anche che, sebbene la consapevolezza e il desiderio di agire in modo sostenibile stiano crescendo, sono ancora necessari parecchi sforzi per educare le persone sulle strategie e le politiche sostenibili e per promuovere la trasparenza da parte delle aziende.
Come sempre, al link qui sotto è possibile scaricare gratuitamente il testo integrale della ricerca di Ipsos Italia su cui si basa l’articolo. Buona lettura!
– “Fraternità e sostenibilità: le opinioni degli italiani”, Ipsos e Fondazione fratelli tutti, 2023.
1. Infortuni e malattie professionali: gli open data Inail del primo semestre 2023
[https://emtem.com/it/news-268_infortuni-e-malattie-professionali-gli-open-data-inail-del-primo-semestre-2023](https://emtem.com/it/news-268_infortuni-e-malattie-professionali-gli-open-data-inail-del-primo-semestre-2023)
26/10/2023
Sappiamo da tempo quanto la sicurezza sul lavoro sia fondamentale per tutelare la salute dei lavoratori e garantire il rispetto delle norme vigenti in materia. Per questo motivo, oltre a discutere di rischi, normative e casi studio, ogni tanto è bene anche trattare il tema del monitoraggio dell’andamento degli infortuni e delle malattie professionali, in modo da avere un quadro generale della situazione sempre aggiornati.
Con tali premesse, l’articolo di oggi riguarda la sezione open data del sito dell’Inail, sul quale sono stati recentemente resi pubblici i dati analitici relativi al primo semestre del 2023.
Prima di procedere con l’analisi dei dati in sé, è bene ricordare che tali dati sono provvisori e richiedono alcune cautele nell’interpretazione e nel confronto, poiché possono essere influenzati da punte occasionali e dai tempi di trattazione delle pratiche. Sarà dunque necessario osservare un lasso di tempo più ampio per avere una valutazione più accurata dell’andamento degli infortuni sul lavoro.
Le denunce di infortunio
Le denunce di infortunio presentate nel primo semestre di quest’anno sono state 296.665, registrando un calo del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2022. Nello specifico, il decremento riguarda i casi avvenuti in occasione di lavoro, mentre quelli in itinere – ovvero occorsi nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro – hanno registrato un aumento del 6,0%, da 41.504 a 43.990.
I settori che maggiormente impongono questo calo delle denunce di infortunio sono nell’ambito dell’industria e dei servizi (-24,8%) e nei settori Sanità e assistenza sociale (-71,4%) e Pubblica Amministrazione (-61,9%). Si tratta di un calo omogeneo per genere e regione e fascia d’età, ad eccezione di quella under 20, che si pone in controtendenza registrando un +13,1% di denunce di infortunio rispetto allo stesso periodo nel 2022.
Questa diminuzione è in controtendenza con i progressivi aumenti registrati nel primo semestre degli anni precedenti ed è in parte attribuibile al minor numero di casi di contagio da Covid-19.
I casi mortali
Rispetto ai casi mortali, le denunce presentate all’Inail nel primo semestre del 2023 sono state 450, registrando una leggera diminuzione rispetto al periodo gennaio-giugno 2022, che conferma la diminuzione progressiva registrata negli anni precedenti. Anche in questo caso, è importante considerare che i dati sono ancora provvisori e potrebbero subire modifiche durante l’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.
Il calo maggiore ha riguardato l’Agricoltura, che scende da 57 a 47 casi, seguito dal Conto Stato che passa da 18 a 15, mentre nell’Industria e servizi i decessi sono stati 388 in entrambi i periodi.
Dall’analisi territoriale emerge un calo omogeneo, ad eccezione del Nord-Ovest, dove si registra un incremento da 120 a 130 casi di infortunio mortale, mentre un’analisi dei dati per genere rivela che il calo registrato è legato solo alla componente femminile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 55 a 34, mentre per quella maschile si registra un aumento, da 408 a 416 casi.
Denunce di malattia professionale
Per quanto riguarda le denunce di malattia professionale, nel primo semestre del 2023 si registra un aumento del +22,4% rispetto allo stesso periodo del 2022. Questo incremento interessa tutte le aree del Paese, anche se il maggior aumento percentuale è rilevato nel Sud del Paese con un incremento del 29,6%.
Le malattie professionali più frequentemente denunciate riguardano il sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, il sistema nervoso e l’orecchio. Seguono i tumori e le patologie del sistema respiratorio.
In conclusione, gli open data Inail del primo semestre 2023 offrono un’importante fonte di informazioni sulla sicurezza sul lavoro e numerosi spunti di riflessione sul tema. Tuttavia, ribadiamo che è fondamentale tenere presente che tali dati sono provvisori e potrebbero subire modifiche durante l’iter amministrativo. Pertanto, una valutazione accurata del fenomeno richiede una visione a lungo termine e l’attesa dei dati consolidati dell’intero anno.
Nel frattempo, qui sotto trovate il link dal quale è possibile consultare gratuitamente i dati citati nell’articolo e altri dati periodicamente raccolti e resi pubblici dall’Inail in merito alle denunce di infortunio e di malattia professionale. Buona lettura!
– https://dati.inail.it/opendata/default/Qualidati/index.html”
2. La revisione della EN ISO 10218 e i requisiti di sicurezza per i robot
[https://emtem.com/it/news-267_la-revisione-della-en-iso-10218-e-i-requisiti-di-sicurezza-per-i-robot](https://emtem.com/it/news-267_la-revisione-della-en-iso-10218-e-i-requisiti-di-sicurezza-per-i-robot)
12/10/2023
Da quasi cinque anni è in corso la revisione della norma EN ISO 10218 in merito ai requisiti di sicurezza per i robot industriali, la cui versione attuale risale al 2011. Lo scopo è quello di adeguarla ai recenti progressi tecnologici e scientifici e migliorare così la valutazione dei rischi.
La EN ISO 10218 si divide in 2 parti: la prima parte riguarda i robot industriali, mentre la seconda si concentra su applicazioni come i sistemi di robot e le celle robotizzate. Entrambe le parti sono armonizzate e soddisfano i requisiti essenziali di sicurezza stabiliti dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE.
La revisione in corso ha diversi obiettivi:
● Mantenere lo status di norme armonizzate per l’Unione Europea, al fine di soddisfare le richieste dei fabbricanti di robot e degli integratori.
● Correggere errori e tenere conto degli sviluppi tecnologici e scientifici.
● Migliorare i requisiti per le applicazioni collaborative.
● Fornire requisiti flessibili per la sicurezza funzionale in modo da adattarsi ai diversi livelli di rischio delle applicazioni.
Nonostante siano passati 5 anni, ad oggi i lavori sono ancora in corso e non è possibile indicare una finestra di tempo per la pubblicazione della revisione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE. L’articolo di oggi vuole quindi essere una raccolta schematica delle principali novità che ad oggi è noto saranno presenti nella nuova versione ed è eccezionalmente privo di documentazione da scaricare.
Le principali novità
Con la revisione in corso è inevitabile che entrambe le parti vengano estese e approfondite. A oggi è noto che:
Sono stati aggiunti nuovi requisiti che riflettono i requisiti essenziali di sicurezza della direttiva Macchine.
Nella seconda parte della norma sono stati inclusi documenti di supporto per la progettazione sicura di organi di presa e punti di carico e scarico manuale dei sistemi robotici.
La revisione della norma non dovrebbe imporre un livello preciso di efficienza delle funzioni di sicurezza, che dovrà essere determinato attraverso una valutazione del rischio che tiene conto degli elementi di rischio definiti nella norma ISO 12100 (vedi allegato C).
Questo perché:
● data l’ampia gamma di applicazioni dei robot industriali, non sempre è possibile elencare tutti i rischi e le situazioni pericolose specifici;
● una stessa applicazione può presentare livelli di rischio differenti a seconda della progettazione e della situazione d’impiego.
La revisione delle norme include anche nuovi requisiti per la progettazione dei robot, tra cui resistenza meccanica, manipolazione sicura, limitazione della temperatura delle superfici, uso di energia elettrica, pneumatica e idraulica, regolazione del centro utensile e attrezzatura speciale.
Un altro aspetto preso in considerazione dalla revisione è la cybersicurezza, in merito alla quale sono richieste misure di protezione specifiche per gestire il rischio derivante dall’accesso non autorizzato al sistema di comando. A tal proposito, la norma fa riferimento alle norme IEC 62443.
Sono presenti nuovi requisiti per il sistema di comando e i modi operativi dei robot. A tal proposito la norma stabilisce che:
● deve essere attiva solo una stazione operativa alla volta e i modi operativi devono essere chiaramente descritti.
● sono introdotti requisiti specifici per ogni stazione operativa portatile, come un dispositivo di arresto d’emergenza e un pulsante di consenso a tre livelli.
Per quanto riguarda le applicazioni collaborative, con la revisione sono stati rimossi alcuni termini, in quanto non descrivono la modalità del robot e vengono descritte tre funzioni di sicurezza per le applicazioni collaborative: conduzione a mano, monitoraggio di distanza e velocità, e limitazione di forza e pressione.
Nota Bene! Alcuni requisiti supplementari del Nuovo Regolamento Macchine in materia di macchine sembra siano inclusi nelle bozze, ma non tutti sono concretizzati, come quelli relativi alla cybersicurezza dell’hardware e all’applicazione dell’IA evolutiva.
In attesa della pubblicazione ufficiale, vi aspettiamo alla prossima!
3. Nuove tecnologie per la sicurezza nelle segherie
[https://emtem.com/it/news-266_nuove-tecnologie-per-la-sicurezza-nelle-segherie](https://emtem.com/it/news-266_nuove-tecnologie-per-la-sicurezza-nelle-segherie)
28/09/2023
Le nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale e la robotica avanzata sono ancora inesplorate per la maggior parte delle aziende produttive, ma offrono l’opportunità di innovare e migliorare la sicurezza sul lavoro in modi unici. La promozione di una cultura dell’innovazione in materia di sicurezza è infatti cruciale per sostenere le aziende che cercano soluzioni innovative per i problemi di sicurezza e salute sul lavoro.
Per questo motivo che l’articolo di oggi riprende la serie di casi studio sulle nuove tecnologie pubblicata dall’ EU-OSHA, già citata nell’articolo dedicato ai COBOT. Il caso studio preso in esame oggi si intitola “Cognitive and physical automation in a sawmill production line (ID2)” e riguarda l’automazione cognitiva e fisica in una linea di produzione di una segheria e i suoi risvolti per la sicurezza sul lavoro.
La segheria in questione ha implementato un sistema robotico avanzato per gestire le tavole difettose nella linea di produzione, che vengono rilevate e rimosse automaticamente grazie a un software basato sull’intelligenza artificiale sviluppato dall’azienda.
Il componente che riguarda l’ispezione visiva delle tavole è supervisionato da operatori in una sala di controllo, offrendo i seguenti vantaggi:
✓ Riduce la monotonia dell’attività e il carico di lavoro fisico dell’operatore, scongiurando l’insorgere malattie professionali derivanti da movimenti ripetuti o di tipo psicosociale;
✓ offre un ambiente di lavoro protetto dai pericoli senza che il robot renda l’attività umana obsoleta;
✓ la presenza di un sistema di visione automatizzato permette anche a lavoratori con problemi di vista di svolgere la loro attività senza che la prestazione lavorativa e la sicurezza del lavoratore ne risentano.
Tuttavia, l’integrazione di queste nuove tecnologie presenta anche dei rischi e delle sfide da considerare, tra cui:
✓ la presenza di macchinari pesanti in prossimità dell’area di lavoro, che potrebbe comportare un rischio fisico per i lavoratori;
✓ il rischio per la salute dell’operatore generato da un potenziale malfunzionamento dei sistemi software per la guida e la visione del robot.
Nel caso studio in esame, al fine di mitigare questi rischi sono state implementate misure di sicurezza per garantire la protezione dei lavoratori, come ad esempio l’impossibilità di accedere alla zona di lavoro del robot quando è attivo e l’introduzione di alcune barriere fisiche, anche se permangono alcuni rischi residui.
In sintesi, le nuove tecnologie nelle segherie offrono opportunità significative per migliorare la sicurezza sul lavoro, ridurre i rischi e promuovere un ambiente di lavoro più sano e produttivo. Tuttavia, è importante affrontare le sfide e i rischi con cautela e adottare un approccio collaborativo che coinvolga aziende, istituzioni e lavoratori per garantire una corretta implementazione e massimizzare i benefici delle nuove tecnologie nel settore delle segherie.
Come sempre, al link qui sotto è possibile scaricare gratuitamente il documento del caso studio in esame nella sua versione originale e integrale. Buona lettura!
4. Sicurezza macchine: l’essenziale per la valutazione e riduzione del rischio
[https://emtem.com/it/news-265_sicurezza-macchine-l-essenziale-per-la-valutazione-e-riduzione-del-rischio](https://emtem.com/it/news-265_sicurezza-macchine-l-essenziale-per-la-valutazione-e-riduzione-del-rischio)
14/09/2023
Nel corso degli anni e degli articoli abbiamo più volte ripetuto che la Direttiva Macchine 2006/42/CE richiede ai produttori una valutazione e una riduzione del rischio. Il senso e lo scopo della direttiva è infatti di eliminare i pericoli mediante dispositivi di protezione, in modo da garantire la sicurezza degli utilizzatori.
Aspetti come terminologia di base, principi e metodologia per il raggiungimento della sicurezza nella progettazione del macchinario sono poi affidati alla norma EN ISO 12100, che specifica i principi per la valutazione e la riduzione del rischio con l’obiettivo di aiutare i progettisti nel raggiungere l’obiettivo.
Dopo la lunga pausa estiva, il team di mtm news vuole inaugurare questa nuova stagione insieme offrendo un ripasso dell’argomento, grazie alla guida compatta pubblicata dal SUVA – l’Istituto svizzero per l’assicurazione e la prevenzione degli infortuni. A tal proposito, prima di procedere è bene tenere a mente che, sebbene la guida offra una chiara e semplice panoramica del contenuto della EN ISO 12100, essa non sostituisce in alcun modo la lettura della norma.
In questa guida SUVA, la valutazione e la riduzione del rischio vengono schematizzati secondo un metodo a tre stadi che comprende:
· Misure di protezione integrate della progettazione: misure che eliminano i pericoli o riducono i rischi associati mediante una costruzione adeguata della macchina;
· Protezioni e/o misure di protezione complementari:protezioni appropriatamente selezionate e misure di protezione complementari che riducono il rischio quando non è possibile eliminare un pericolo o ridurre sufficientemente il rischio ad esso associato utilizzato misure di protezione integrate nella progettazione;
· Informazioni per l‘uso: se i rischi rimangono nonostante le misure di protezione integrate nella progettazione, le protezioni e l’adozione di misure di protezione complementari, i rischi residui devono essere identificati nelle informazioni per l’uso;
La parte verbale della guida SUVA è accompagnata da rappresentazioni schematiche che chiariscono i contenuti, come lo schema che mostra graficamente il processo di valutazione del rischio tramite l’analisi fino alla riduzione del rischio.
Come sempre a fondo pagina trovate il link alla guida in questione da scaricare gratuitamente.
E se il ripasso non basta?
Se avete bisogno di conoscenze più approfondite su Direttiva Macchine, Marcatura CE, valutazione e riduzione del rischio, ricordiamo che a novembre torna il corso di formazione Direttiva Macchine e Marcatura CE, con un modulo di aggiornamento frequentabile anche singolarmente relativo al Nuovo Regolamento Macchine 2023/1230 (ti sei perso la novità dell’anno? Trovi il nostro articolo QUI).
Per saperne di più contattaci e… Buona lettura!
5. Il Decreto Lavoro 40/2023: novità e modifiche al Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008)
[https://emtem.com/it/news-264_il-decreto-lavoro-40-2023-novit-e-modifiche-al-testo-unico-sulla-salute-e-sicurezza-sul-lavoro-d-lgs-81-2008](https://emtem.com/it/news-264_il-decreto-lavoro-40-2023-novit-e-modifiche-al-testo-unico-sulla-salute-e-sicurezza-sul-lavoro-d-lgs-81-2008)
27/07/2023
Il 5 maggio 2023 è stato pubblicato il Decreto Lavoro n.48/2023 dal titolo “misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro”. Da quel giorno è iniziato l’iter legislativo che ha portato ad alcune revisioni ulteriori e, finalmente, alla pubblicazione della Legge n.85 in data 3 luglio 2023 dal titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, recante misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro”.
Il La legge in questione è strutturata nel seguente modo:
§ Capo I: Nuove misure di inclusione sociale e lavorativa;
§ Capo II: Interventi urgenti in materia di rafforzamento delle regole di sicurezza sul lavoro e di tutela contro gli infortuni, nonché di aggiornamento del sistema di controlli ispettivi;
§ Capo III: Ulteriori interventi urgenti in materia di politiche sociali e di lavoro;
§ Capo IV: Misure a sostegno dei lavoratori e per la riduzione della pressione fiscale;
§ Capo V: Disposizioni finali;
In particolare, l’articolo di oggi si concentra le novità introdotte dal Capo II in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le relative modifiche al Testo Unico D.Lgs. n.81/2008. Il Decreto Lavoro 48/2023, così come convertito con Legge 85/2023, contiene infatti diversi provvedimenti volti a migliorare la salute e ridurre gli infortuni sui luoghi di lavoro.
Senza pretese di esaustività, di seguito sono quindi elencate le principali novità introdotte dal Decreto Lavoro in materia di salute e sicurezza sul lavoro:
ü Il medico competente è tenuto a richiedere al lavoratore la cartella sanitaria rilasciata dal precedente datore di lavoro in occasione delle visite di assunzione e a tenerne conto ai fini della formulazione del giudizio di idoneità;
ü Il medico competente è tenuto ad indicare un sostituto in caso di impedimento grave e per motivate ragioni;
ü Il datore di lavoro è tenuto a nominare il medico competente se richiesto dalla valutazione dei rischi, anche se non rientra tra i casi previsti dal D.Lgs.81, all’art. 41;
ü E’ previsto l’obbligo di formazione specifica in capo al datore di lavoro nel caso di utilizzo di attrezzature di lavoro per attività professionali, con conseguenti sanzioni in caso di inosservanza.
ü Sono estese ai lavoratori autonomi di alcune misure di tutela previste nei cantieri;
ü Viene rafforzata l’obbligatorietà di formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti grazie ad un più attento controllo e monitoraggio dell’applicazione degli accordi in materia di formazione da parte dei soggetti erogatori e dei destinatari.
ü I noleggiatori e i concedenti in uso di attrezzature hanno l’obbligo di acquisire e conservare una dichiarazione auto-certificativa dell’avvenuta formazione e addestramento specifico dei soggetti individuati per l’utilizzo.
ü Sono definite disposizioni specifiche in materia di condivisione dei dati per il rafforzamento della programmazione dell’attività ispettiva e di vigilanza nella Regione siciliana e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.
ü Si aggiungono nuove prescrizioni per le aziende ospitanti percorsi di alternanza scuola-lavoro. In particolare:
® le attività svolte dovranno essere coerenti con il percorso di studi dello studente
® potranno partecipare solo imprese iscritte all’apposito registro istituito presso il Ministero dell’Istruzione
® le imprese saranno tenute ad aggiornare la propria DVR includendo misure di sicurezza e DPI specifici per l’inserimento di studenti nel contesto lavorativo.
® Viene istituito il fondo per i familiari degli studenti vittime di infortuni in occasione delle attività formative.
Per maggiori approfondimenti o chiarimenti in riferimento a tali novità si rimanda al testo integrale del Decreto Lavoro 48/2023 così come convertito con Legge 85/2023 – che come sempre potete scaricare gratuitamente al link qui sotto – oppure non esitate a contattarci per un consulto mirato e professionale.
Cogliamo infine l’occasione per ricordarvi che la pubblicazione di mtm news è sospesa per il mese di Agosto e che gli uffici di mtm consulting srl resteranno chiusi dal 7 al 18 agosto 2023 compresi.
Buona lettura e buone vacanze!
6. Nuovo Regolamento Macchine dell’Unione Europea (Reg. UE 2023/1230): entrata in vigore e principali novità
[https://emtem.com/it/news-263_nuovo-regolamento-macchine-dell-unione-europea-reg-ue-2023-1230-entrata-in-vigore-e-principali-novit](https://emtem.com/it/news-263_nuovo-regolamento-macchine-dell-unione-europea-reg-ue-2023-1230-entrata-in-vigore-e-principali-novit)
13/07/2023
Dopo anni dalla pubblicazione della prima bozza ufficiale, il 29 Giugno 2023 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Nuovo Regolamento Macchine 2023/1230, che andrà a sostituire l’attuale Direttiva Macchine 2006/42/CE.
Già dal suo stesso nome, questo nuovo atto legislativo introduce delle novità: essendo un regolamento, non necessita di essere recepito dai singoli stati dell’Unione, assicurando così una rapida e uniforme attuazione e una maggiore certezza del diritto.
Per quanto riguarda invece l’entrata in vigore, anche se mancano più di 3 anni, è bene iniziare a comprendere le principali novità introdotte dal Regolamento fin da subito, poiché con la sua pubblicazione è già iniziata una complessa fase di transizione che investirà tutto il settore delle macchine, attrezzature e impianti industriali in Unione Europea.
Tuttavia, a differenza di quanto avviene per la Marcatura UKCA, il periodo di transizione non prevede alcuna sovrapposizione normativa:
fino al 19 gennaio 2027, le macchine dovranno essere conformi ai requisiti della Direttiva 2006/42/CE e dichiarate conformi a tale direttiva: non sarà possibile applicare il Regolamento UE 2023/1230 né emettere dichiarazioni di conformità UE ai sensi di tale regolamento;
a partire dal 20 gennaio 2027 invece, le macchine, vendute oppure messe in servizio nell’Unione Europea dovranno obbligatoriamente essere conformi al Regolamento 2023/1230 ed accompagnate da una dichiarazione di conformità UE ai sensi di tale regolamento. In questa data la Direttiva 2006/42/CE sarà quindi abrogata e tutta la documentazione prodotta ai sensi di tale direttiva non sarà più utile a dichiarare la conformità delle macchine vendute o messe in servizio a partire dal 20 gennaio 2027.
Ciononostante, alcune parti del Regolamento entreranno in vigore prima del 20 gennaio 2027.
Nello specifico, la versione rettificata in data 4 Luglio 2023 dell’articolo 45 del Regolamento stabilisce che:
a) gli articoli da 26 a 42 si applicano a decorrere dal 20 gennaio 2024;
b) l’articolo 50, paragrafo 1, si applica a decorrere dal 20 ottobre 2026;
c) l’articolo 6, paragrafo 7, e gli articoli 48 e 52 si applicano a decorrere dal 19 luglio 2023;
d) l’articolo 6, paragrafi da 2 a 6, paragrafo 8 e paragrafo 11, l’articolo 47 e l’articolo 53, paragrafo 3, si applicano a decorrere dal 20 luglio 2024.
Di seguito riportiamo alcune informazioni relative alle principali novità presenti nel Regolamento Macchine 2023/1230 rispetto all’attuale Direttiva Macchine 2006/42/CE, che avremo cura di monitorare e approfondire più nel dettaglio nel corso del tempo:
1) Il Regolamento si applica anche alle modifiche sostanziali apportate a un prodotto dopo che è stato immesso sul mercato, se tali modifiche influiscono sulla sicurezza.
2) Vengono introdotte le figure dell’importatore e del distributore, che hanno responsabilità specifiche per garantire la conformità del prodotto.
3) I componenti di sicurezza, inclusi i componenti digitali come il software, rientrano nel campo di applicazione del regolamento e devono essere marcati CE.
4) Le informazioni e la documentazione devono essere facilmente comprensibili per gli utilizzatori e le autorità di sorveglianza, e ogni Stato membro deve definire la lingua in cui devono essere fornite.
5) Le istruzioni per l’uso e relativi allegati può essere fornita in formato digitale, ma deve essere accessibile, stampabile e scaricabile per l’utente finale.
6) Il Regolamento si applica anche ai sistemi che utilizzano l’intelligenza artificiale, considerando l’impatto sulla sicurezza delle macchine.
7) Vengono introdotte disposizioni specifiche per le macchine mobili autonome, come gli AGV (automated guided vehicle), per garantire la sicurezza nelle applicazioni collaborative con esseri umani.
8) Si pone maggiore attenzione alla cybersicurezza, richiedendo che i circuiti di comando siano progettati per prevenire attacchi malevoli.
9) La dichiarazione CE di conformità è sostituita da una dichiarazione di conformità UE, che comprende tutti gli atti dell’Unione europea applicabili a un prodotto.
10) L’elenco dei prodotti ad alto rischio (ex allegato IV della precedente Direttiva) diventa l’allegato I del Regolamento, comprendendo anche quei componenti di sicurezza e quelle macchine conten