Il comparto del legno: una sfida aperta per la sicurezza
Nell’ambito della sicurezza sul lavoro, l’industria del legno (codice Ateco C16) rappresenta un comparto con criticità specifiche e una rischiosità superiore alla media. Basandoci sui dati tratti dalla Scheda n. 26 del sistema di sorveglianza nazionale Infor.Mo, nel 2024 le denunce di infortuni nell’industria del legno sono aumentate del 20% rispetto al 2020. Questo andamento è in linea con la variazione del complessivo comparto manifatturiero.
Tuttavia, è l’analisi della gravità a destare preoccupazione: l’industria del legno rappresenta il settore con l’indicatore di gravità più elevato tra le differenti attività manifatturiere.
Nel triennio 2020-2022, sono infatti stati registrati 21,17 infortuni indennizzati ogni 1.000 addetti, contro i 12,00 del manifatturiero. Un peso rilevante è giocato dalle microimprese (da 1 a 9 dipendenti), dove nel 2024 è avvenuto oltre il 41,4% degli infortuni. Si tratta della quota più alta all’interno di tutti i settori del manifatturiero.
Dinamiche ricorrenti: organi in movimento e cadute dall’alto
L’incidente nettamente più frequente, che descrive quasi la metà dei casi (44,8%), è il contatto con organi lavoratori in movimento. Parliamo di seghe circolari, levigatrici e troncatrici. In assenza di protezioni adeguate, queste macchine portano a lesioni spesso gravi: l’amputazione rappresenta infatti il 27,1% delle modalità di lesione nel settore.
Se guardiamo invece agli infortuni con conseguenze mortali, il primato spetta alle cadute dall’alto o in profondità (31%). Queste avvengono principalmente da attrezzature per il lavoro in quota o da tetti e coperture. Coinvolgono spesso carpentieri e falegnami impiegati in attività edili o di manutenzione. Seguono poi le cadute dall’alto di gravi (17%) e il contatto con organi di lavoro (15%).
Cause di infortuni nell’industria del legno: oltre il guasto meccanico
L’analisi dei 482 fattori di rischio rilevati evidenzia che la sicurezza non è solo una questione tecnica. Sebbene le criticità su utensili, macchine e impianti (UMI) siano superiori alla media del manifatturiero (31,7% vs 28,1%), la componente procedurale è determinante.
Infatti, le statistiche evidenziano le seguenti criticità:
- Errori procedurali: Oltre il 53,2% degli infortuni è collegato ad aspetti comportamentali dell’infortunato o di terzi.
- Pratiche scorrette: Le criticità includono pratiche abituali errate (38%), carenza di formazione e addestramento (29,3%) o azioni estemporanee (26,7%).
- Problemi alle macchine: I problemi più frequenti riguardano l’assenza di protezioni (32%), l’inadeguatezza delle stesse (22,9%) o la loro rimozione e manomissione (12,4%).
- Interventi a rischio: Nell’80% degli infortuni per contatto con organi in movimento si riscontrano problemi procedurali, come interventi con macchine in funzione o il mancato uso di adeguati attrezzi distanziatori.
- Mancato uso di DPI: Il mancato utilizzo di cinture di sicurezza, guanti e schermi protettivi, anche quando disponibili, rimane una criticità prevalente.
La strada verso la prevenzione efficace
Per contrastare questi rischi, le misure di protezione devono essere progettate in conformità al D.Lgs. 81/2008, con riferimento specifico ai requisiti delle attrezzature e dei DPI. Nello specifico è fondamentale:
- L’installazione di protezioni fisse e mobili e l’uso di dispositivi di interblocco per impedire l’avvio o arrestare la macchina in situazioni di pericolo.
- Adottare sistemi di blocco dell’energia (lockout/tagout) per evitare interventi diretti su organi in movimento durante la pulizia o la manutenzione.
In definitiva, la sicurezza nell’industria del legno non può prescindere da una visione d’insieme che integri l’efficienza tecnologica al fattore umano. Oltre al rigoroso rispetto delle norme, è necessario promuovere una cultura della sicurezza partecipata, incentivando i lavoratori a seguire le disposizioni e a segnalare i near miss.
Solo attraverso l’elaborazione di procedure operative standard, un addestramento efficace e il corretto utilizzo dei DPI potremo trasformare queste statistiche in un impegno concreto per la salute dei lavoratori.
Per maggiori dettagli sulle statistiche fin qui citate, al link qui sotto è possibile scaricare gratuitamente la scheda Infor.MO da cui è tratto l’articolo. Buona lettura!