Formazione e responsabilità: quando il risparmio porta alla condanna
Formazione e responsabilità: quando il risparmio porta alla condanna
Bentornati su MTM News! Riprendiamo i nostri approfondimenti su salute e sicurezza sul lavoro con un tema fondamentale per le imprese: la formazione dei lavoratori e le responsabilità legali che derivano dai tagli al budget formativo.
Negli ultimi cinque anni, la Corte di Cassazione ha richiamato più volte le aziende al rispetto rigoroso dell’obbligo formativo. I giudici hanno applicato pesanti sanzioni – anche interdittive – contro le società che hanno cercato di contenere i costi sacrificando la preparazione del personale.
Il quadro normativo: la responsabilità 231 dell’impresa
Secondo il Decreto Legislativo 231/2001, risparmiare sulla formazione non rappresenta solo un rischio per la salute dei dipendenti, ma comporta una responsabilità diretta per l’impresa. Il decreto disciplina la responsabilità amministrativa degli enti e prevede sanzioni pecuniarie e interdittive quando l’azienda trae un vantaggio dall’omissione dei doveri di sicurezza.
Nello specifico, l’articolo 25-septies del D.Lgs. 231/2001 stabilisce che le società rispondono per i reati di omicidio colposo e lesioni personali gravi o gravissime commessi in violazione delle norme antinfortunistiche.
Tra queste disposizioni rientrano gli obblighi del D.Lgs. 81/2008:
- Articolo 18: Impone al datore di lavoro l’obbligo di garantire la protezione dei lavoratori;
- Articolo 37: Prescrive che ogni dipendente riceva una formazione adeguata, specifica e periodicamente aggiornata.
La giurisprudenza ha inoltre chiarito che la responsabilità dell’ente sussiste anche quando il procedimento penale contro il datore di lavoro si estingue per prescrizione (ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 231/2001).
I casi giudiziari: l’analisi delle sentenze della Cassazione
Analizziamo quattro casi concreti in cui la Suprema Corte ha condannato le aziende sulla base di questi principi:
1. Cassazione Penale, Sez. IV, 5 giugno 2024 n. 22586
La Corte ha confermato la condanna del datore di lavoro e della società per lesioni colpose dovute alla mancata formazione di un dipendente sull’uso del carrello elevatore. L’azienda ha subito una sanzione di 26.000 euro e 10 giorni di interdizione dall’attività. Il lavoratore aveva seguito solo un corso obsoleto nel 2001, mai aggiornato nonostante l’acquisto di nuovi macchinari. La Corte ha ribadito che la formazione specifica su un macchinario non sostituisce la formazione generale obbligatoria.
2. Cassazione Penale, Sez. IV, 21 settembre 2022 n. 34936
Infortunio di un preposto durante l’impilamento di blocchi di marmo. Una società del settore lapideo è stata condannata per carenze nel DVR e per una formazione insufficiente e teorica. I lavoratori apprendevano le procedure soltanto “sul campo”, osservando i colleghi anziani. La Cassazione ha stabilito che la formazione informale non soddisfa i requisiti di legge e dimostra una colpa di organizzazione aziendale.
3. Cassazione Penale, Sez. IV, 29 gennaio 2020 n. 3731
All’interno di una centrale elettrica, un operaio privo di abilitazione si è ribaltato alla guida di un muletto, riportando gravi lesioni. La società è stata ritenuta responsabile per aver risparmiato sul personale qualificato. I giudici hanno chiarito che anche un risparmio minimo (come il mancato costo di un corso o il rinvio di un aggiornamento) configura il “vantaggio” economico necessario per sanzionare l’ente ex D.Lgs. 231/01.
4. Cassazione Penale, Sez. IV, 6 febbraio 2025 n. 4810
Caso di infortunio mortale durante i lavori di ripristino della copertura di un capannone. La Suprema Corte ha ribadito che l’esiguità del risparmio economico non esonera la società. I tagli alla formazione e alle misure di sicurezza collettiva fanno scattare le sanzioni amministrative a carico dell’impresa.
Colpa di organizzazione e prevenzione
Ridurre o omettere la formazione non costituisce una semplice scelta gestionale, ma una vera e propria colpa di organizzazione. Senza percorsi formativi adeguati e aggiornati, l’impresa espone i propri lavoratori a rischi gravi e sé stessa a pesanti sanzioni pecuniarie e interdittive.
Puoi scaricare gratuitamente i testi integrali delle sentenze citate dai link sottostanti per approfondire le motivazioni della Corte. Buona lettura!
- Cassazione Penale, Sez. IV, 05 giugno 2024, n. 22586 – Infortunio con il carrello elevatore e responsabilità 231 dell’impresa (PDF)
- Cassazione Penale, Sez. IV, 21 settembre 2022, n. 34936 – Carenze nel DVR e formazione del preposto (PDF)
- Cassazione Penale, Sez. IV, 29 gennaio 2020, n. 3731 – Ribaltamento muletto e risparmio sui corsi di formazione (PDF)
- Cassazione Penale, Sez. IV, 06 febbraio 2025, n. 4810 – Lavori in quota e responsabilità dell’ente ex D.Lgs. 231/01 (PDF)