UNI EN ISO 13855:2025: perché le distanze di sicurezza non sono solo un calcolo
Nella sicurezza delle macchine, molti considerano le distanze di sicurezza come un tema ormai “risolto”: una formula da applicare e un numero da ottenere. La nuova norma UNI EN ISO 13855:2025 sposta invece l’attenzione su un punto chiave. La distanza non è solo un valore matematico, ma l’esito di una scelta progettuale strategica. Questa scelta deve considerare sia scenari d’uso reali sia l’evoluzione delle tecnologie di protezione.
Cosa disciplina la norma e a chi si rivolge
La norma UNI EN ISO 13855:2025 definisce i criteri per posizionare e dimensionare i mezzi di protezione. Il calcolo tiene conto della velocità di avvicinamento del corpo umano, o di sue parti, alle zone pericolose. In pratica, lo standard spiega come collocare barriere e zone di rilevamento. L’obiettivo è bloccare il movimento pericoloso prima che l’operatore possa raggiungere l’area di rischio.
Il testo si rivolge a chi progetta, integra, valida o modifica macchinari e sistemi di sicurezza. Tra i destinatari principali troviamo costruttori, integratori, progettisti di automazione, tecnici HSE e specialisti della valutazione del rischio.
I riferimenti normativi essenziali
La UNI EN ISO 13855:2025 è una norma tecnica di tipo B1, applicabile in modo trasversale a diverse tipologie di macchinari. Rappresenta il recepimento europeo e nazionale della norma internazionale ISO 13855:2024. Questo aggiornamento si inserisce perfettamente nel quadro del nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230. Ricordiamo che dal 20 gennaio 2027 il Regolamento sostituirà la Direttiva Macchine 2006/42/CE. La nuova legge rafforza l’obbligo di allinearsi allo stato dell’arte attraverso una valutazione dei rischi motivata e documentata.
UNI EN ISO 13855:2010 vs 2025: cosa cambia
La vecchia versione del 2010 offriva già un’impostazione chiara. Utilizzava valori precisi sulla velocità di avvicinamento dell’uomo per calcolare la distanza minima tra la protezione e il pericolo. Escludeva però azioni eccezionali come la corsa, il salto o la caduta.
L’edizione 2025 mantiene la stessa logica di fondo. Specifica che esistono modalità di avvicinamento particolari e che approcci alternativi generano velocità differenti. La vera differenza risiede nell’importanza data al contesto reale. Oggi è fondamentale chiarire dove e come una persona può trovarsi rispetto alla protezione, superando il semplice calcolo del valore numerico finale.
Accessi dall’interno e comandi manuali di sicurezza
L’aggiornamento include ufficialmente i comandi manuali legati alla sicurezza (SRMCD – *Safety-Related Manual Control Devices*). La norma introduce criteri per posizionarli correttamente. Considera anche l’avvicinamento del corpo umano dall’interno dello spazio protetto. Inoltre, il progettista può usare questa metodologia per definire le dimensioni dei ripari rispetto all’accesso ai comandi stessi.
Il messaggio per i progettisti è evidente: non basta più valutare il rischio di intrusione dall’esterno. Bisogna analizzare gli scenari in cui l’operatore si trova già dentro l’area protetta. Pensiamo alle fasi di set-up, reset o attrezzaggio dei macchinari. In questi momenti, il lavoratore potrebbe raggiungere comandi o varchi in modo imprevisto. Per questo, distanza, posizionamento e accessibilità richiedono un’unica valutazione integrata.
Le tecnologie considerate: oltre le barriere tradizionali
La UNI EN ISO 13855:2025 elenca con precisione i dispositivi di protezione considerati. Include diverse tipologie di barriere elettrosensibili (ESPE), come i dispositivi optoelettronici attivi (AOPD) e i sensori a riflessione diffusa con zone di rilevamento 2D o 3D. Considera anche i moderni sistemi di sicurezza basati sulla visione (*vision-based*), normati dagli standard IEC. Rientrano nel campo di applicazione anche i tappeti sensibili alla pressione, i comandi a due mani e i ripari interbloccati.
L’obiettivo è rendere il posizionamento coerente con le moderne architetture di sicurezza. In questi sistemi complessi, sensori e logiche di controllo interagiscono continuamente. Di conseguenza, la geometria reale dell’accesso diventa un fattore determinante per il progetto.
Cosa non copre la norma
La norma definisce con chiarezza anche i propri limiti di applicazione:
- Protezioni manuali: Non si applica alle barriere che l’operatore può posizionare manualmente vicino al pericolo senza l’uso di utensili.
- Rischi da emissioni o guasti: Non copre i pericoli legati a materiali espulsi, radiazioni, calore, rumore, fumi o gas. Esclude anche i guasti meccanici e le cadute di componenti per gravità.
- Rilevamento di presenza: Le distanze calcolate non valgono per i dispositivi utilizzati solo per rilevare la presenza dell’operatore.
Questa precisazione evita un errore molto comune: considerare il calcolo della distanza come una soluzione universale. Al contrario, esso rappresenta solo una parte della più generale valutazione dei rischi.
Un aggiornamento in linea con il percorso europeo
Il legame con il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 è soprattutto metodologico. Dal 2027 il quadro legislativo europeo imporrà un allineamento rigoroso allo stato dell’arte. Richiederà una gestione del rischio solida e difendibile nel tempo. In questo scenario, la norma UNI EN ISO 13855:2025 offre uno strumento concreto per guidare le scelte di progettazione in modo consapevole.
Di seguito puoi trovare le fonti principali e le anteprime dei riferimenti normativi analizzati nell’articolo, liberamente consultabili. Buona lettura!
- ISO – ISO 13855:2024 – Safety of machinery: Positioning of safeguards with respect to the approach of the human body. Sommario ufficiale della norma internazionale.
- UNI – Ente Italiano di Normazione – UNI EN ISO 13855:2025 – Sicurezza del macchinario: Posizionamento dei mezzi di protezione rispetto all’avvicinamento del corpo umano. Scheda descrittiva della norma nella versione italiana.
- ISO – ISO 13855:2024 – Preview document. Anteprima con estratti dello scopo e dell’ambito applicativo dello standard.
- Unione Europea – Regolamento (UE) 2023/1230 del Parlamento europeo e del Consiglio (Regolamento Macchine). Testo ufficiale della nuova normativa europea.