Sicurezza e Agenti chimici
L’esposizione ad agenti chimici è un aspetto trasversale nel panorama aziendale, risultando presente per la quasi totalità dei lavoratori, indipendentemente dal tipo di attività svolta; la sicurezza chimica inoltre è anche un tema di recente legiferazione ed evoluzione, con l’introduzione del Regolamento REACH CE 1907/2006 e del Regolamento CLP Classification, Labelling and Packaging) CE 1272/2008.
Al contempo è anche uno dei temi di rischio specifico che presenta una enorme letteratura di indagine professionale, che origina in un modello di applicazione dei metodi preventivi, protettivi e di indagine comprovata.
MTM Consulting può seguire la tua azienda nel valutare l’esposizione dei tuoi addetti al Rischio Chimico, nonché fornire indicazioni sulla corretta gestione di questo aspetto, sia per quanto riguarda misure di prevenzione e protezione da adottare e le adeguate istruzioni di lavoro, sia per la stesura di procedure per gestire correttamente il processo di acquisto, stoccaggio, acquisizione della documentazione, dichiarazioni da fornire ai propri clienti.
La pericolosità delle sostanze chimiche ha vari livelli, che possono essere semplificati e accorpati, evitando di trattare sostanze cancerogene e mutagene, nelle tre definizioni di irritante, nocivo e tossico.
Gli effetti legati all’assorbimento di una sostanza, in funzione di caratteristiche chimiche, pericolosità e quantità, possono essere locali o sistemici, acuti o cronici. Il danno può quindi manifestarsi immediatamente o dopo periodi più o meno lunghi di assorbimento.
Nel primo caso si parla di infortunio, ovvero il danno si manifesta subito dopo il contatto con l’agente chimico, come ad esempio può accadere con sostanze corrosive o urticanti. Nel secondo caso invece l’esposizione all’agente chimico provoca una malattia professionale, che si manifesta dopo un certo periodo di tempo dall’esposizione, come ad esempio può accedere con sostanze sensibilizzanti o bioaccumulabili. L’indagine statistica condotta dall’INAIL, per il periodo 2005-2009, evidenzia che le denunce accettate di malattia professionale da esposizione ad agenti chimici sono circa il 10% delle denunce totali pervenute all’INAIL.
I fabbricanti e fornitori di agenti e sostanze chimiche devono sottostare ad una rigida e completa legislazione, che copre tutti gli aspetti della loro attività, dalla formulazione della sostanza all’immissione sul mercato.
Le ultime novità che interessano l’utilizzatore riguardano il Regolamento CE 1272/2008 , conosciuto come CLP (Classification, Labelling and Packaging), che regola e gestisce come il fabbricante deve comunicare tutte le informazioni, comprese quelle di sicurezza, all’utilizzatore, sia tramite la scheda di sicurezza, sia tramite l’etichettatura vera e propria del prodotto. La scheda di sicurezza è parte integrante del prodotto e serve a indicare all’utilizzatore i rischi relativi a uso, stoccaggio e manipolazione della sostanza e relativi limiti di esposizione. È anche un documento che il Datore di Lavoro deve avere in azienda per ogni prodotto e agente chimico impiegato dai propri addetti, come appunto predisposto dal Testo Unico D.Lgs. 81/08. Il Testo Unico individua infatti nella scheda di sicurezza lo strumento basilare in mano al Datore di Lavoro per trasferire ai propri lavoratori formazione, informazione e addestramento adeguati.
Altro obbligo consta nella valutazione preliminare del rischio di esposizione. La valutazione preliminare è un primo passo che deve compiere il Datore di Lavoro obbligatoriamente, indipendentemente dal tipo di attività svolte. Questa valutazione serve a determinare o escludere la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzazione o esposizione.
Lo scopo è quindi, come indicato dall’Articolo 224 del D.Lgs. 81/2008, quello di capire se l’esposizione porta ad avere un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute o, in caso contrario, ad avere un rischio non moderato.
Per la valutazione preliminare sono disponibili vari metodi quantitativi approvati da diversi enti territoriali. Tra questi metodi semplificati segnaliamo i più completi: metodo InfoRisk e metodo MovaRisk. Il risultato fornito permette di individuare un’esposizione che, se così mantenuta, non provoca rischi per la salute, o la necessità di indagare maggiormente la situazione (rischio non moderato) con analisi specifiche, in particolare strumentali.
L’esposizione ad agenti chimici è quindi una delle problematiche maggiormente diffuse nel panorama lavorativo nazionale e internazionale, che spesso si manifesta in modo indiretto.
Con la creazione di banche dati unificate e di metodologie comprovate aumentano però gli strumenti per la prevenzione e protezione dei lavoratori e in particolare le metodologie per l’identificazione dei reali rischi e degli effetti dannosi.
Su queste tematiche MTM Consulting può seguirvi direttamente ed offrire la propria esperienza in merito.
[A cura di: ing. Riccardo Bozzo per mtm consulting s.r.l.]
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13. Regolamento REACH e utilizzatore finale