La Movimentazione Manuale dei Carichi in ambiente di lavoro: Tiro e Spinta, la Norma ISO 11228 -2
Le attività di movimentazione dei carichi in ambito lavorativo comprendono anche, come appunto esplicitato da Testo Unico D.Lgs. 81/2008, le azioni di tiro e spinta di carichi, ovvero azioni che prevedono lo spostamento orizzontale di carichi tramite l’ausilio di transpallet manuali, carrelli o ceste, tutti spinti o trainati manualmente, senza l’ausilio di motori o altri dispositivi.
Studi ergonomici di carattere internazionale dimostrano che questo tipo di movimentazione presenta una notevole influenza circa le patologie legate al rachide dorso-lombare
MTM Consulting può seguire la tua azienda nel gestire anche questa specifica valutazione, tramite l’impiego di dinamometro digitale e rappresentazione grafica del dato,secondo quanto richiesto dalla specifica Norma ISO 11228 -2.
Spesso tali attività di movimentazione manuale di carichi tramite azioni di tiro e spinta sono poco valutate dal Datore di Lavoro se raffrontate alle attività di sollevamento manuale dei carichi. La motivazione può risiedere nel fatto che per questo tipo di attività non è mai stato fornito un netto limite di peso trasportabile, a differenza del sollevamento manuale, poiché i fattori da considerare per valutare il rischio correlato sono molti e non principalmente il solo peso da movimentare; è quindi molto difficile stabilire con chiarezza una soglia di attenzione, se non applicando una metodologia specifica.
Il Testo Unico D.Lgs. 81/2008 propone per la valutazione delle azioni di traino e spinta l’uso della Norma internazionale ISO 11228-2 : 2007 – Ergonomics – Manual handling – Part 2: Pushing and pulling, che in sostanza riprende il già noto metodo proposto per la valutazione di tali azioni da Snook e Ciriello.
Tale Norma propone di ottenere la massima forza applicabile consigliata tramite alcune matrici, ove i dati in ingresso sono:
– sesso dell’addetto che svolge la movimentazione;
– frequenza dell’azione di spinta/tiro (da una volta ogni otto ore fino a una volta ogni dieci minuti);
– massima distanza percorsa, in metri;
– altezza da terra delle mani durante l’azione di tiro o spinta.
La massima forza raccomandata deve essere confrontata con la forza realmente sostenuta durante l’azione, ottenendo così un indice di pericolosità, detto Indice di Movimentazione. Per rilevare la forza realmente sostenuta è necessario misurare in sito, simulando quindi la reale attività di traino o spinta, tale forza tramite un dinamometro, acquisendo il dato di forza e rappresentandolo sotto forma di grafico, da cui estrapolare la forza iniziale di spunto (picco) e la forza di mantenimento.
I risultati ottenuti devono essere sottoposti al Medico Competente, al fine di valutare: l’idoneità alla mansione da parte dei singoli addetti, la necessità di attivare la specifica sorveglianza sanitaria, la necessità di meccanizzare l’attività se troppo rischiosa per il personale addetto.
94. La nuova Direttiva Bassa Tensione