Progettazione e costruzione dei ripari sulla macchina: la norma UNI EN ISO 14120: 2015
Alla fine del 2015 è stata pubblicata anche in Italia la norma EN ISO 14120: 2015 relativa alla progettazione e costruzione dei ripari fissi e mobili su una macchina. Questa norma, che garantirà la presunzione di conformità alla Direttiva Macchine 2006/42/CE non appena sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (OJEU), specifica i requisiti generali per la progettazione, costruzione e selezione di ripari forniti per proteggere le persone dai pericoli meccanici. Vediamo qui le principali novità della norma.
MTM Consulting s.r.l. è in grado di seguire i fabbricanti di macchine nella stesura del fascicolo tecnico e, in particolare, della valutazione dei rischi, garantendo loro un continuo ed efficace aggiornamento normativo al fine di individuare le soluzioni tecniche migliori e rappresentative dello stato dell’arte vigente che possano ridurre i rischi correlati alle fasi di vita della macchina.
La norma UNI EN ISO 14120: 2015 – “Sicurezza del macchinario – Ripari – Requisiti generali per la progettazione e la costruzione di ripari fissi e mobili” sostituisce la precedente UNI EN 953: 2009 e specifica i requisiti generali per la progettazione, costruzione e selezione di ripari forniti per proteggere le persone dai pericoli meccanici. Prossimamente la norma sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (OJEU) garantendo così la presunzione di conformità ai correlati requisiti essenziali di sicurezza della Direttiva Macchine 2006/42/CE. Questa norma è fondamentale nella progettazione della macchina in quanto fornisce al fabbricante le indicazioni, rappresentative dell’attuale stato dell’arte, relativamente alla progettazione, alla costruzione e alla scelta dei ripari (fissi e mobili) che devono essere posizionati sulla macchina al fine di proteggere l’operatore dai pericoli meccanici presenti.
Un riparo è definito come una barriera fisica, progettata come parte della macchina, con lo scopo di fornire protezione all’operatore. Le tipologie di ripari analizzate dalla norma sono:
– Riparo fisso, tra cui si possono distinguere i carter (ripari fissati alla macchina) e i perimetrali,
– Riparo mobile (necessariamente associato ad un dispositivo di interblocco, con o senza bloccaggio, come analizzati nella norma UNI EN ISO 14119: 2013)
– Ripari motorizzati
– Ripari regolabili
– Ripari con comando dell’avviamento.
Per ognuna delle categorie di ripari sopra indicata, la norma fornisce una serie di indicazioni progettuali e costruttive che il fabbricante deve adottare al fine di realizzare un riparo che sia considerato efficace.
Inoltre, la norma analizza l’aspetto della corretta scelta del tipo di riparo in funzione del pericolo esistente sulla macchina e della situazione pericolosa in cui l’operatore potrebbe trovarsi. Infatti, un tipo di riparo non vale l’altro e la scelta del riparo da adottare deve essere, anzitutto, conforme alla frequenza di intervento prevista da parte dell’operatore in quella zona da proteggere. In linea di principio, se l’operatore non deve accedere alla zona pericolosa durante il normale funzionamento allora la scelta deve ricadere sui ripari fissi; qualora l’accesso alla zona pericolosa sia richiesto per attività di manutenzione, messa a punto, regolazione, pulizia, ecc. allora si dovranno scegliere preferibilmente ripari interbloccati; in ultimo, qualora l’operatore debba accedere alla zona pericolosa durante il normale funzionamento, le scelte possono essere diverse (ripari mobili interbloccati, ripari con chiusura automatica, ecc.) ma mai pari ad un riparo fisso. In quest’ultimo caso, inoltre, la protezione dell’operatore dovrà essere garantita secondo le disposizioni del requisito 1.2.5 dell’Allegato I della Direttiva Macchine 2006/42/CE in merito alla selezione del modo di comando e/o funzionamento (anche in accordo alla correlate disposizioni della norma UNI EN ISO 12100: 2010).
Il secondo aspetto da valutare è la tipologia di elementi mobili che è necessario proteggere: parti mobili di trasmissione del moto (pulegge, cinghie, ingranaggi, ecc.) richiedono scelte differenti relativamente ai ripari rispetto alle parti mobili che partecipano alla lavorazione (come utensili, cilindri, rulli, ecc.).
Un ultimo aspetto interessante di questa nuova norma sono le modalità di prova della resistenza dei ripari, sia per gli urti da parte di elementi delle macchine che da parte di persone che cadono contro i ripari:
– Il test del proiettile è una prova che testa la resistenza del riparo contro gli impatti dall’interno della zona pericolosa.
– Il test del pendolo è usato per testare la resistenza dei ripari contro urti dall’esterno della zona pericolosa protetta e dall’interno della zona pericolosa protetta.
[A cura di: Ing. Massimo Granchi – Ing. Christian Trinastich]
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