La Valutazione del Rischio Chimico: il rinnovato metodo Inforisk
La letteratura in merito ai metodi analitici quantitativi per la valutazione preliminare del rischio di esposizione ad agenti chimici è molto estesa e propone varie metodologie, di derivazione internazionale o elaborate da enti territoriali nazionali.
Dopo la revisione effettuata nel corso del 2013 e perfezionata con la pubblicazione di “Quesiti e istruzioni per il corretto uso” nel 2015, il metodo Inforisk elaborato dalla Regione Piemonte risulta essere il metodo più completo e maggiormente aderente alle richieste del D.Lgs. 81/2008 allo specifico Titolo IX.
MTM Consulting può seguire la tua azienda nell’effettuare la valutazione preliminare del rischio chimico, programmare eventuali analisi ambientali ed elaborare le migliori misure di prevenzione e protezione per i tuoi addetti.
Lo scopo dei metodi analitici semplificati è quello di effettuare la valutazione preliminare del rischio, così come identificata del D.Lgs. 81/2008: “ricognizione iniziale finalizzata alla determinazione della presenza di agenti chimici la cui esposizione può presentare anche un minimo livello di rischio”. Da questa ricognizione iniziale deve perciò emergere, per ogni sostanza pericolosa alla quale ogni addetto è esposto, se tale esposizione può generare un rischio da considerarsi “Basso per la salute ed Irrilevante per la sicurezza” oppure se sono necessarie ulteriori indagini, a questo punto di natura strumentale, o se la pericolosità dell’esposizione sia conclamata e quindi urge modificare sostanze impiegate, metodi di lavoro o dispositivi di protezione.
Con la pubblicazione del Testo Unico D.Lgs. 81/2008 i vari metodi analitici al tempo disponibili ed ufficiali risultarono mancanti in vari aspetti, secondo quanto invece ora richiesto dalla normativa. Il metodo Inforisk ad esempio mancava di una valutazione dipendente dal tipo di esposizione, ovvero una valutazione che individuasse anche il comparto fisiologico sul quale l’agente chimico possa avere effetti negativi. Altri metodi analitici ad esempio proponevano vari indici di rischio in funzione del comparto fisiologico, ma non consideravano la durata dell’esposizione o la quantità di agente chimico alla quale è possibile essere esposti, tutte richieste invece esplicitamente formulate dal D.Lgs. 81/2008 all’Articolo 223.
Il rinnovato metodo Inforisk introduce invece il calcolo di due indici di rischio, Indice di Rischio Inalatorio e Indice di Rischio Cutaneo, dai quali calcolare un Indice di Rischio globale.
Il rinnovato metodo Inforisk parte dalla valutazione della pericolosità del singolo componente, la quale si evince dalla Schede di Sicurezza (MSDS) del singolo prodotto. Questo dato viene impiegato per calcolare un Indice di Rischio Inalatorio sulla base di:
– durata dell’esposizione;
– quantità di prodotto alla quale si è esposti;
– tipo di processo;
– proprietà fisiche del singolo prodotto.
In modo analogo il dato sulla pericolosità del singolo componente viene impiegato per calcolare un Indice di Rischio Cutaneo sulla base di:
– durata dell’esposizione;
– quantità di prodotto alla quale si è esposti;
– modalità di contatto cutaneo;
– quantità di superficie esposta.
Tali due indici vengono sommati tramite somma vettoriale per generare l’Indice di Rischio Globale.
[A cura di: Ing. Massimo Granchi, Ing. Riccardo Bozzo]
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99. Analisi del Rischio Esplosione per le operazioni che impiegano polveri combustibili o elettrostatiche