La zonizzazione ATEX di mtm consulting s.r.l.
Grazie all’esperienza maturata negli anni nel campo della sicurezza sul lavoro e dei macchinari industriali MTM Consulting offre un servizio di consulenza completo alle aziende in materia di zonizzazione di aree potenzialmente esplosive legate alla presenza di gas infiammabili e polveri esplosive, sia per quanto riguarda il Testo Unico 81/2008 e quindi la cosiddetta ATEX Sociale e la redazione del “Documento di Protezione contro le Esplosioni”, che per i fabbricanti che costruiscono macchine che impiegano o creano sostanze o polveri potenzialmente esplosive.
La zonizzazione ATEX riveste da sempre una problematica aziendale delicata, che si ribalta su molti aspetti legati alla sicurezza sul luogo di lavoro e coinvolge la maggior parte delle attività e dei Datori di Lavoro.
La possibile formazione di un area potenzialmente esplosiva deriva da varie e diffuse attività industriali:
ricarica di batterie di trazione (carrelli elevatori e transpallet elettrici);
impiego, manipolazione, distribuzione o stoccaggio di sostanze infiammabili (gas o liquidi);
impiego di macchinari e attrezzature di lavoro che manipolano o producano sostanze infiammabili o polveri esplosive o elettrostatiche (polveri di carta, polveri di legno, polveri di origine polimerica, etc.);
centrali termiche;
impianti di depurazione.
Gli obblighi legislativi espressi dal D.Lgs. 81/2008, nello specifico “Titolo XI Protezione da atmosfere esplosive”, impongono al Datore di Lavoro di prevenire e valutare l’effettiva formazione di atmosfere esplosive tramite la redazione di uno specifico “Documento sulla protezione contro le esplosioni”, Art. 294 del D.Lgs. 81/2008, che deve contenere una effettiva zonizzazione di queste aree.
Allo stesso modo il fabbricante che realizza attrezzature di lavoro, macchinari o impianti che manipolano o creano prodotti infiammabili o esplosivi deve comunicare in modo dettagliato questi rischi all’utilizzatore, effettuando anch’esso una zonizzazione relativa alla macchina e inoltre impiegando gli accorgimenti tecnici richiesti dalla Direttiva ATEX.
La zonizzazione di MTM Consulting viene effettuata basandosi su specifiche Norme CEI EN della serie 60079-10 e 61241-10, e tramite le relative Guide interpretative CEI 31-35 e CEI 31-56 secondo i seguenti passaggi.
Individuazione delle sorgenti di emissione e delle caratteristiche chimico / fisiche delle sostanze emesse.
Assegnazione del grado di emissione per ogni sorgente: grado Continuo – grado Primo (emissione periodica o occasionale) – grado Secondo (emissione non prevista, avviene a rottura)
Valutazione della portata di emissione.
Valutazione del tipo di Zona, ovvero della probabilità di presenza di un’atmosfera esplosiva, sulla base di grado di emissione e ventilazione.
Calcolo e rappresentazione grafica dell’estensione della Zona, sulla base di: portata di emissione – ventilazione (artificiale, naturale, grado e disponibilità, con o senza impedimenti fisici, numero di ricambi d’aria, etc.).
[A cura di: ing. Riccardo Bozzo per mtm consulting s.r.l.]
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Cinque azioni per ecoinnovare l’Italia
27/07/2012
Il documento dall’assemblea programmatica ‘Sviluppo dell’Ecoinnovazione.
Cinque punti per affrontare e vincere la sfida di uno sviluppo sempre più green. E’ la ricetta che arriva dall’assemblea programmatica ‘Sviluppo dell’Ecoinnovazione’ che si è svolta il 24 luglio a Roma in preparazione degli Stati Generali della Green Economy (Rimini il 7-8 novembre), organizzati dal Ministero dell’Ambiente e da 39 associazioni di imprese green.
Il passaggio alla green economy implica la capacità di innovare non solo cicli produttivi e consumi, ma anche approcci culturali e stili di vita. Questo si può realizzare tramite lo sviluppo e la messa in pratica dellecoinnovazione, l’innovazione che tiene conto non solo del profilo economico, ma anche delle dimensioni sociali e ambientali. La valutazione della dimensione del settore dell’ecoinnovazione e delle ecoindustrie è stata valutata dall’UNEP sino ai 0,5-1,5 trilioni di dollari/anno nel 2020 e tra i 3 ed i 10 trilioni/anno nel 2050.
“L’obiettivo dellecoinnovazione – ha detto Roberto Morabito, Responsabile dell’Unità Tecnica Tecnologie Ambientali dell’ENEA e coordinatore del gruppo di lavoro sull’ecoinnovazione – è quello di un radicale cambiamento verso nuovi sistemi di produzione e consumo basati su un approvvigionamento ed un utilizzo sostenibile delle risorse e una riduzione/eliminazione delle emissioni e dei conseguenti impatti, che porti gradualmente al disaccoppiamento assoluto tra crescita, utilizzo delle risorse e impatti sugli ecosistemi”.
Strumento prioritario per questo percorso è l’avvio di un Piano nazionale per lo sviluppo, diffusione ed implementazione dell’ecoinnovazione “made in Italy”, in coerenza con una nuova e rilanciata politica industriale che sappia coniugare la competitività delle imprese alla sostenibilità dei sistemi produttivi, basato su almeno 5 Azioni prioritarie da mettere in campo da subito:
1) Politiche coerenti. Una politica ambientale che offra un quadro normativo coerente a vari livelli (locale, nazionale, europeo ed internazionale), che promuova l’ecoinnovazione tramite l’applicazione di norme esistenti riviste e il varo di nuove norme che indirizzino anche le attività di ricerca e sviluppo, e che sia a sua volta coerente con politiche industriali ed economiche.
2) Formazione/informazione. Avviare un Programma di formazione/informazione nazionale che sappia, da una parte, preparare nuove competenze/professionalità (sia per i settori strategici di nuova economia, sia per riqualificare figure professionali che operano in settori e comparti tradizionali del sistema produttivo italiano, interessati a processi di riconversione “verdi”) e, dall’altra, favorire cambi di stili di vita, approcci culturali, consenso sociale verso le tecnologie, i processi, i servizi e i prodotti ecoinnovativi. Innovazioni tecnologiche, anche radicali, del solo processo produttivo non riescono a esprimere, infatti, a pieno il loro potenziale di cambiamento se non sono accompagnate da un forte cambiamento anche a livello culturale e sociale, oltre che istituzionale.
3) Promozione attraverso “etichette” e appalti verdi. Promozione a tutti i livelli di prodotti e servizi basati su un uso sostenibile delle risorse e su bassi impatti ambientali, lungo tutto il loro ciclo di vita, mediante la promozione di marchi, etichette, etc. di prestazione, di prodotti e servizi, che favoriscano la crescita di mercati ecoinnovati e nuovi mercati, aumentando la percezione dell’ecoinnovazione. Diffusione di appalti “verdi”, pubblici e privati, per la promozione dell’ecoinnovazione.
4) Cabina di regia per partenariati pubblico/privato. Una forte cabina di regia per mettere a sistema il patrimonio nazionale di competenze sia nel pubblico (università ed enti di ricerca), sia nel privato, in cui, ad esempio, i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico promuovano joint venture con mondo scientifico e imprese per coniugare insieme sostenibilità e competitività, che non possono essere affrontate in maniera separata e settoriale. In questo quadro, devono essere favoriti progetti sistemici e integrati di dimensioni significative, che coinvolgano singole aziende, distretti, reti di impresa, sistemi territoriali, istituzioni locali e organizzazioni sociali che possano fungere da nuclei di condensazione di questa fase di transizione verso la green economy.
5) Supporto alle imprese. L’Italia è uno dei più importanti Paesi industriali al mondo e il secondo Paese manifatturiero europeo e come tale deve affrontare la sfida globale della competitività in un orizzonte di sostenibilità. Produzione sostenibile e uso efficiente dell’energia e approvvigionamento sostenibile e uso efficiente dei materiali sono le due facce dello strumento con il quale affrontare la sfida. Se sul versante dell’approvvigionamento sostenibile dell’energia l’Italia ha fatto significativi passi in avanti anche a supporto del sistema di imprese, sul fronte dell’utilizzo sostenibile delle materie prime vi è un vuoto enorme da colmare. In questo quadro, sembra non più rinviabile seguire l’esempio di altri Paesi europei istituendo un’Agenzia per l’uso efficiente dei materiali, sfruttando risorse e strutture già esistenti, a diretto supporto delle imprese e in particolare delle PMI.
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Geotermia: la tecnologia è pronta, come sfruttarla in modo più responsabile
Aumenta il budget del fondo europeo per l’efficienza energetica (EEEF)
13/10/2011
Lanciato nel Luglio 2011, il Fondo Europeo per l’efficienza energetica ha l’obiettivo di promuovere un mercato dell’energia sostenibile con una più efficace protezione dell’ambiente.La Commissione Europea ha di recente investito una prima tranche di ml€ 125, i quali vanno ad aggiungersi ai ml€ 75 della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Ulteriori depositi sono stati previsti dalla Cassa di Depositi e Prestiti che contribuirà con ml€ 60. La Deutsch Bank, cha ha stanziato un somma pari a ml€ 5, svolgerà il ruolo di “investment manager” per il fondo.Il Fondo Europeo per l’efficienza energetica, si configura come una “sustainable energy facility” all’interno di una Public Private Partnership. Più in generale, l’obiettivo a breve termine consiste nell’innalzare il valore totale del fondo (EEEF) fino ad un max. di € 800 milioni attraendo nuovo investitori. In particolare, il nuovo fondo finanzierà progetti realizzati da autorità municipali, locali e regionali oltre a entità private che operano per conto delle sopra citate autorità. Le azioni chiave dovranno essere inquadrate principalmente nel quadro dell’efficienza energetica, “small-scale renewable energy” e “cleanurban transport”.Il Presidente della Banca Europea degli Investimenti, Philippe Maystadt, intervenendo nel corso della giornata di presentazione del Fondo (EEEF) ha evidenziato: ” We expect the fund to focus on smaller scale investments by local authorities or energy service companies (ESCOs), thereby complementing the larger scale finance that the EIB already offers for energy efficiency investments throughout the European Union.”E’ stato lanciato un sito web al fine di fornire informazioni concernenti il fine ed i principali obiettivi dell’EEEF. Le informazioni sono complementate dalle opportunità di finanziamento messe a disposizione della promozione e della sostenibilità energetica a livello locale e regionale.Vai al sito internet dell’EEEF.