La manutenzione elettrica sui macchinari industriali
Le attività lavorative su impianti elettrici sono tra le attività con il più alto contenuto di specificità e di rischiosità, dove spesso una procedura scritta e applicata in modo corretto può limitare al minimo la probabilità di errore umano.
L’attività di manutenzione elettrica specifica dei macchinari industriali comprende un elevato numero di casistiche e soprattutto riguarda spesso i manutentori interni all’azienda, in particolare per attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, come ad esempio la ricerca guasti o la sostituzione di componenti danneggiati.
Su questa tipologia di interventi vi sono disposti di legge in capo al Datore di Lavoro molto precisi, che spesso vengono sottovalutati o disattesi.
MTM Consulting può seguire la tua azienda nel mappare e procedurizzare le attività di manutenzione elettrica, indicando le necessarie attività di legge che il Datore di Lavoro deve intraprendere.
Il Testo Unico D.Lgs. 81/2008 presenta un capitolo specificatamente dedicato ai lavori elettrici: Titolo III, Capo III Impianti e apparecchiature elettriche.
All’Articolo 82 Lavori sotto tensione viene espresso un perentorio obbligo per il Datore di Lavoro: “È vietato eseguire lavori sotto tensione”. Ciò significa che il Datore di Lavoro deve impedire e ovviamente non autorizzare attività di manutenzione su conduttori o componenti in tensione: è possibile unicamente operare su parti di impianto sezionate dalla corrente elettrica, con quindi il sezionatore elettrico generale dell’impianto bloccato, con idoneo dispositivo, in posizione di 0 – OFF. Vediamo una serie di esempi non esaustivi di che cosa può essere considerato lavoro elettrico in tensione:
sostituzione di un componente (ad esempio un motore elettrico o una scheda) con macchia o impianto o parte di esso alimentata;
operazioni su collegamenti elettrici di macchinari con gli stessi alimentati;
impiego di tester per effettuare verifiche o ricerca guasti su parti della macchina in tensione (multimetro, verifica impedenza amperometrica);
operazioni con quadri elettrici o involucri elettrici aperti;
sostituzione di una lampadina con l’impianto elettrico non sezionato.
Il Testo Unico consente però lo svolgimento di attività in tensione solo in alcuni casi specifici, ovvero:
si opera su conduttori con tensioni di sicurezza, cioè sistemi elettrici in bassissima tensione di tipo SELV (Safety Extra Low Voltage) aventi, oltre alle altre caratteristiche di sicurezza qui non riportate per esteso, tensioni massime pari 50 V in corrente alternata o 120 V in continua;
oppure è possibile operare su conduttori in tensione aventi tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua (ovvero in Bassa Tensione) applicando entrambe le seguenti disposizioni:
l’esecuzione di lavori su parti in tensione deve essere affidata a lavoratori riconosciuti dal Datore di Lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica, ovvero il lavoratori devono aver svolto specifica attività formativa e essere nominati PEI (Persona Idonea) dal Datore di Lavoro, sulla base della Norma CEI 11-27;
le procedure adottate e le attrezzature utilizzate devono essere conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica, ovvero devono essere presenti e approvate in azienda procedure e istruzioni operative specifiche che riportino responsabilità e corrette modalità di svolgimento delle operazioni su conduttori in tensione.
I lavori su parti in tensione aventi tensioni nominali superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente possono essere effettuati unicamente da aziende autorizzate dal Ministero del Lavoro.
Considerazioni analoghe riguardano i cosiddetti lavori in prossimità, ovvero lavori svolti in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive, e quindi in tensione, non protette. Se si opera quindi non direttamente su un componente di impianto elettrico, ma in prossimità di un impianto o parte di impianto in tensione non protetto la distanza minima da mantenere dallo stesso è indicata nell’Allegato IX del Testo Unico. Sotto queste distanze si sta svolgendo a termini di legge comunque un lavoro in tensione.
Se un Datore di Lavoro ha necessità di svolgere lavori elettrici in tensione, anche di semplice entità come quelli citati in precedenza, deve far seguire ai propri addetti maggiormente esperti in merito ai lavori elettrici dei corsi di formazione specifici per ottenere la qualifica di Persona Avvertita (PAS) e Persona Esperta (PES). A questo punto è il Datore di Lavoro stesso che si assume la responsabilità di nominare uno di questi addetti come Persona Idonea (PEI) ad effettuare lavori con conduttori sotto tensione, in funzione del suo livello e grado di esperienza teorica e soprattutto pratica.
Il passo successivo è quello di dotarsi di procedure puntuali che descrivono come effettuare un intervento di manutenzione elettrica per ogni macchinario presente in azienda, evidenziando le problematiche specifiche di ogni intervento.
[A cura di: ing. Riccardo Bozzo per mtm consulting s.r.l.]
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