Ergonomia del posto di lavoro
La progettazione ergonomica dell’interfaccia uomo-macchina e in generale della postazione di lavoro riveste un’importanza fondamentale nella gestione delle attività lavorative contemporanee, in particolare nel settore metalmeccanico. Basti pensare che nel corso del quadriennio 2005-2009 l’INAIL ha registrato un incremento del 100% delle denuncie di malattie professionali correlate a patologie osteo-articolari e muscolo-tendinee, patologia direttamente o indirettamente correlate all’ergonomia del posto di lavoro e all’organizzazione del lavoro in genere.
MTM Consulting può seguire la tua azienda nel progettare macchinari, postazioni e luoghi di lavoro nel rispetto dei principi dell’ergonomia, verificando l’efficacia degli interventi effettuati.
Le norme tecniche fornisco da un lato gli strumenti per progettare la postazione di lavoro, dall’altro gli strumenti per verificare l’efficacia della progettazione effettuata, per validare organizzazione e metodo di lavoro.
Le norme interpretano quelli che sono gli obblighi fissati da Testo Unico D.Lgs. 81/2008 e dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE. Se infatti il Datore di Lavoro è obbligato a rispettare i principi ergonomici come misura di tutela del lavoratore, anche il fabbricante di macchine deve adempiere al requisito essenziale di sicurezza in merito all’ergonomia.
Le norme tecniche, alcune delle quali armonizzate alla Direttiva Macchine, da tempo forniscono strumenti per il fabbricante di macchine per limitare l’insorgere di patologie, in particolare legate a forze di azionamento e movimentazione, e a posizioni mantenute nel ripetere i vari compiti sulla macchina, come ad esempio il carico e scarico del pezzo da una macchina o una linea produttiva.
Una norma applicabile in vari ambiti è la UNI EN 1005-3: 2009 “Sicurezza del macchinario – Prestazione fisica umana – Parte 3: Limiti di forza raccomandati per l’utilizzo del macchinario”, che esprime la massima forza applicabile da un operatore nell’utilizzo di un macchinario o nel compiere un’azione ripetuta, in funzione della posizione e del tipo di attività svolta. La norma UNI EN 1005-3 disciplina la massima forza applicabile in funzione del tipo di movimento effettuato (sia esso di spinta o tiro, effettuato da mano, dito, braccio, tronco, gamba, piede, etc.) e di velocità necessaria per l’esecuzione, frequenza di azioni nella giornata lavorativa e durata dell’azione.
Altre norma che analizza la postazione di lavoro è la UNI EN 1005-4: 2009 “Sicurezza del macchinario – Prestazione fisica umana – Parte 4: Valutazione delle posture e dei movimenti lavorativi in relazione al macchinario”. La norma disciplina le posture e i movimenti ripetitivi che l’operatore è tenuto ad effettuare non solo in corrispondenza del posto di lavoro sulla macchina (quindi durante l’uso vero e proprio) ma anche durante la movimentazione, l’installazione, la manutenzione, la pulizia e lo smontaggio, analizzando le postazioni mantenute e ripetute dei singoli distretti articolari principali (collo, busto, gomito, spalla).
Per la verifica invece del livello di ergonomia realmente raggiunto esisto tre norme, che rimanda a metodi ormai universalmente riconosciuti.
La prima è contenuta la Norma ISO 11228-1 “Ergonomia — Movimentazione manuale — Parte 1: Sollevamento e trasporto”, norma che fornisce la metodologia per valutare il sollevamento di carichi con peso superiore ai 3 kg, ovvero riporta l’ormai famoso metodo NIOSH.
La seconda è la Norma ISO 11228-2 “Ergonomia — Movimentazione manuale — Parte 2: Azioni di tiro e spinta” fornisce la metodologia per valutare azioni di spinta o tiro manuale di carrelli e altre attrezzature per trasportare carichi, in funzione di distanza, peso, altezza dell’impugnatura e frequenza di azione.
La terza è contenuta nella Norma ISO 11228-3 “Ergonomia — Movimentazione manuale — Parte 3: Movimentazione di carichi ad alta frequenza”, norma che fornisce la metodologia per valutare l’impatto dei movimenti ripetitivi sul lavoratore, ovvero riporta il metodo dell’indice OCRA, universalmente riconosciuto come standard per la valutazione di queste specifiche problematiche.
[A cura di: ing. Riccardo Bozzo per mtm consulting s.r.l.]
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