Dichiarazioni Ambientali di Prodotto: uno strumento in forte crescita
Nonostante il periodo economico difficile e delicato sono in forte crescita, in particolare in Italia, le aziende che intraprendono la strada per la certificazione ambientale di un prodotto / servizio. Molte aziende infatti voglio emergere sul mercato grazie all’innovazione e ad una aumentata visibilità su temi cosiddetti “verdi”.
Le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto, come ad esempio l’EPD, sono la tipologia di etichettatura ambientale maggiormente completa ed esaustiva, che può mettere in luce sia gli sforzi atti al miglioramento ambientale del prodotto e della catena di produzione e logistica, sia gli interventi strutturali sull’azienda, come ad esempio il risparmio energetico.
MTM Consulting può seguire la tua azienda nello svolgimento delle analisi e degli studi scientifici necessari (LCA) a richiedere la tua etichetta ambientale, nonché a intrattenere i rapporti con gli organismi preposti al rilascio del marchio.
Le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto sono regolate a livello europeo e internazionale dalla norma UNI EN ISO 14025:2010 “Etichette e dichiarazioni ambientali – Dichiarazioni ambientali di Tipo III”.
Le etichette di Tipo III sono etichette ecologiche con Dichiarazione Ambientale di Prodotto, il cui rilascio è effettuato da un organismo indipendente, ovvero un ente notificato a tale scopo. Rispetto alle classiche etichette ambientali di Tipo I, come ad esempio l’Ecolabel, presentono tre sostanziali differenze.
La prima differenza riguarda la considerazione del ciclo vita: mentre le etichette ambientali di Tipo I si fondano su criteri “basati” su un concetto di ciclo vita del prodotto, le etichette di Tipo III richiedono invece che il fabbricante esegua realmente uno studio del ciclo vita (LCA) del proprio prodotto.
La seconda differenza risiede invece nelle modalità di rispetto dei criteri. Le etichette di Tipo I si basano infatti sul rispetto di criteri “a soglia”: se non raggiungo prestazioni ambientali elevate non mi viene rilasciato il marchio. Per le etichette di Tipo III invece i criteri non fissano alcuna soglia o parametro qualitativo o quantitativo da rispettare. Al contrario vengono fissati i criteri, sulla base dei quali bisogna effettuare il calcolo delle prestazioni del proprio prodotto, tramite uno studio di LCA, prestazioni che vengono riportate appunto nella Dichiarazione Ambientale di Prodotto.
Le prestazioni ambientali calcolate risultano quindi confrontabili con i risultati condotti su altri prodotti, poiché effettuati tutti con gli stessi criteri. Lo scopo è appunto quello di ottenere Dichiarazioni Ambientali di Prodotto confrontabili tra loro, non quello di raggiungere determinate soglie; ovviamente minore sarà l’impatto creato dal nostro prodotto, migliore sarà la nostra Dichiarazione Ambientale.
La terza differenza risiede nella modalità di creazione dei criteri stessi. Per le etichette di Tipo I le aziende possono unicamente verificare se per il loro prodotto sono presenti i criteri di etichettatura ed adottarli. Per le etichette di Tipo III invece sono le aziende stesse che, all’interno di linee guida generali, creano i criteri per certificare prodotti che ne sono ancora scoperti. Chi per primo intraprende quindi il percorso di certificare tramite Dichiarazione Ambientale il proprio prodotto, si carica dell’onere di stabilire anche i criteri di valutazione per la propria categoria di prodotto di appartenenza, acquisendo però un sicuro vantaggio competitivo verso i propri concorrenti.
Con le etichette di Tipo III si vuole quindi instaurare un processo più raffinato: mentre tutti i prodotti che ottengono l’etichettatura di Tipo I sono considerati “ambientalmente equivalenti”, per i prodotti che ottengono l’etichettatura di Tipo III è possibile realizzare una graduatoria sulla base degli impatti ambientali dichiarati. Questo tipo di approccio incentiva maggiormente le aziende verso un miglioramento continuo delle prestazioni. Bisogna comunque ricordare che al momento le etichette di Tipo III influenzano maggiormente i rapporti tra i vari fabbricanti e fornitori e si addicono maggiormente a prodotti di tipo tecnico, anche se, in particolare nel campo dell’industria alimentare, stanno prendendo piede numerose certificazioni, in particolare nell’anno in corso, di prodotti dedicati al largo consumo.
L’etichetta di Tipo III maggiormente sviluppata a livello internazionale è sicuramente l’EPD, acronimo di Environmental Product Declatation. Sul sito dell’ente che ne gestisce il rilascio () è possibile visionare i prodotti e le aziende che hanno ottenuto questo tipo di etichettatura, consultando la loro Dichiarazione Ambientale di Prodotto.
[A cura di: ing. Riccardo Bozzo per mtm consulting s.r.l.]
–