Analisi del Rischio Esplosione per le operazioni che impiegano polveri combustibili o elettrostatiche
Diversamente da quanto si può pensare i dati storici evidenziano una costante presenza di incidenti in attività produttive causati dall’esplosione di polveri combustibili o elettrostatiche. Le analisi degli incidenti dimostrano inoltre che in alcuni casi tali incidenti sono avvenuti nonostante tutte le misure di sicurezza previste (installazione di apparecchiature in accordo alla classificazione ATEX, efficaci impianti per la continuità elettrica e messa a terra delle apparecchiature, impiego di adeguati dispositivi di protezione individuale, ecc.) fossero state messe in atto e costantemente mantenute attive nel tempo.
MTM Consulting può supportare la tua azienda nell’effettuare un’analisi dei rischi dedicata e nello sviluppare la procedura aziendale maggiormente adeguata a mantenere sotto controllo questo rischio complesso e a volte difficilmente percepito.
Molte polveri presenti nelle attività industriali sono combustibili o elettrostatiche e possono creare perciò un’atmosfera potenzialmente esplosiva, in particolare nei settori che manipolano:
prodotti agroalimentari, dove troviamo farine e polvere di zucchero, ma anche le polveri residue della lavorazione e trasporto di cereali;
prodotti farmaceutici, con vari preparati ad uso farmaceutico e cosmetico;
materie plastiche, come ad esempio le polveri plastiche o quelle generate dal trasporto e uso di pellet in plastica o altri materiali friabili;
carbone e legno;
carta triturata;
metalli, come ad esempio la polvere di alluminio.
Tali polveri se sospese in aria costituiscono un potenziale pericolo di esplosione se si verificano tutte e cinque le condizioni che portano ad un’esplosione:
presenza di comburente, ovvero l’ossigeno;
presenza di combustibile, ovvero la polvere;
presenza di un innesco, ovvero una scintilla elettrica o meccanica, una fiamma, una superficie in tensione o in elevata temperatura, etc.;
presenza di un confinamento;
presenza della giusta miscela tra comburente e combustibile, che varia per ogni tipologia di polveri.
La valutazione dei rischi di esplosione delle polveri sul luogo di lavoro deve essere effettuata secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008. Da questa analisi vengono implementate adeguate misure di prevenzione e protezione per ridurre al minimo tali rischi di esplosione, quali:
classificazione delle aree pericolose, ovvero delle Zone potenzialmente esplosive;
dotazione nelle varie Zone classificate di apparecchiature ATEX;
gestione della continuità elettrica;
portelle di scarico pressione;
necessità di procedure di lavoro adeguate, etc.
In caso di presenza di polveri è poi comunque presente un rischio residuo legato alla possibilità di andare incontro ad anomalie gravi nelle attrezzature di lavoro o fallimento degli impianti di sicurezza. È quindi necessario considerare nell’analisi dei rischi di processo l’entità di tali rischi residui, allo scopo di stimare le frequenze di accadimento e le conseguenze degli scenari di esplosione dovuti a perdite di contenimento o ad anomalie di processo verificando l’adeguatezza delle misure di prevenzione e protezione, ma soprattutto delle procedure di lavoro e di emergenza.
Particolare attenzione infatti, in particolare durante la fase di stesura e verifica delle procedure, deve essere data alle attività di manutenzione e alle fasi di modifica e avviamento di nuovi macchinari o parti di impianto, situazioni nelle quali facilmente è possibile che alcune parti dei sistemi di sicurezza possano risultare non completamente funzionanti o controllate.
[A cura di: ing. Riccardo Bozzo per mtm consulting s.r.l.]
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